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Domenica 04 Dicembre 2016

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Mamma e figlia stalker, due fermi della polizia
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Mamma e figlia stalker, l'operazione della polizia

Terracina

Le indagini andavano avanti da mesi dopo la denuncia della vittima

Gli agenti della squadra anticrimine del Commissariato di Terracina hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesse a carico di Licciardi Patrizia di 48 anni e Marano Cristina di 25 anni, rispettivamente madre e figlia entrambe già note alle forze dell'ordine, responsabili dei reati di atti persecutori, stalking, e lesioni personali aggravate ai danni di una giovane donna che aveva intrattenuto una relazione sentimentale con il marito e padre delle stesse.

L’ordinanza è stata emanata dal Tribunale di Latina dopo che gli investigatori hanno raccolto prove e testimonianze di molteplici atti persecutori e violenze di cui le due donne si sono rese responsabili per oltre un anno. La vittima viveva ormai in un costante e perdurante stato d’ansia essendo stata oggetto di reiterate molestie e minacce che sono sfociate più volte anche in aggressioni fisiche. La stessa in diverse occasioni è stata aggredita e percossa dalle due donne riportando lesioni personali con prognosi anche di 30 giorni. Perseguitavano la vittima sia presso la sua abitazione che sul luogo di lavoro e perfino nei luoghi pubblici frequentati dalla vittima. In questo lungo periodo di tempo di reiterate condotte intrusive nella vita della vittima da parte delle due donne, non sono mancate telefonate, appostamenti, pedinamenti che hanno contribuito a crearle uno stato di soggezione ed un grave disagio fisico e psichico. Quando alla malcapitata è stato intimato di lasciare la città altrimenti le avrebbero reso la vita impossibile, questa ha realizzato che l’unica via d’uscita era quella di rivolgersi alla Polizia di Stato. Gli elementi raccolti dagli investigatori consentivano di appurare la fondatezza delle condotte persecutorie e delle lesioni fisiche denunciate, trovando accoglimento nell’impianto accusatorio formulato e nelle misure restrittive disposte dall’autorità giudiziaria.

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