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Giovedì 08 Dicembre 2016

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"Mi candido, sarò uno tsunami": l'intervista a Stefano Nardi

Stefano Nardi

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"Mi candido, sarò uno tsunami": l'intervista a Stefano Nardi

Terracina

Il dossier sugli avversari, le indiscrezioni sulle liste, il programma e il giudizio sugli ultimi cinque anni di amministrazione

Adesso è ufficiale. Stefano Nardi, sindaco per due mandati consecutivi dal 2001 al 2011, ci riprova in vista delle elezioni amministrative a giugno. Lo fa con due liste: ci sono già i loghi e i nomi di chi correrà. Una lista si chiama “Territorio Unito alpha”, l’altra “Albaserena”. Al di là del silenzio che ha coperto i movimenti dell’ex primo cittadino, si è lavorato parecchio per mettere insieme la squadra che competerà. Abbiamo incontrato Stefano Nardi per un’intervista: programmi, idee, un ponte tra il passato e il futuro. «Sono pronto, partiamo».

Un ritorno nella politica dopo cinque anni di distanza. Perché Stefano Nardi si prepara a questa nuova sfida?

«Mi scusi eh, ma questa è una domanda sciocca. È sotto gli occhi di tutti che Terracina ha bisogno di tornare alla normalità. In questi anni si è visto di tutto e di più. Da un punto di vista amministrativo, politico: un disastro. Voglio riportare Terracina ad essere una città in cui le cose vadano per il verso giusto».

Allora partiamo dalla politica. Cosa non è andato? Cosa non va?

«Le sembra normale essere stati amministrati da una giunta come quella passata? E che senso ha politicamente che tornino a presentarsi personaggi che hanno dimostrato di aver fallito? Nicola Procaccini è stato sfiduciato: ha fallito. Gianluca Corradini e la sua Forza Italia erano il principale partito della città, avevano assessorati cruciali e si sono fatti fregare in modo ridicolo finendo all’opposizione. Ha fallito pure lui. Sono candidati credibili? Pensano di guidare un partito, non si rendono conto che hanno in mano soltanto delle comitive».

Appare chiaro che lei non teme né l’uno né l’altro dei concorrenti del centrodestra.

«Ma per favore. Ma davvero dovrei temere politicamente schieramenti del genere? Io sarò uno tsunami nel centrodestra e le dico un’altra cosa: finiamola con questa pagliacciata della gara a chi fa più liste. Chi ne ha cinque, chi ne ha sei o sette: ma sono vuote! Sì, ha capito bene, liste inutili dove i partiti non contano e i candidati portano le briciole ad aspiranti sindaco impresentabili, a partire da chi si è fatto sfilare il governo cittadino e ogni sei del mese replica una patetica “shoah”, nel senso letterale del termine di distruzione, delle proprie capacità di amministrare».

Eppure ci sarà un avversario che ritiene più insidioso. Un nome ce lo può fare?

«Salvatore Cerbo. È semplice e spontaneo: è stato mio consigliere comunale e per sua insistenza dovetti dargli una delega alle buche. È più concreto di altri concorrenti che ogni giorno predicano programmi elettorali improponibili. Tutti che programmano, io invece non voglio fare un bel niente».

Cosa fa, provoca?

«Certamente se i programmi devono essere quelli che stanno facendo i miei concorrenti, è meglio dire niente. C’è chi ha promesso che farà sbarcare al porto le navi da crociera, ma per favore! Non ce la fanno neppure le paranze. Il Pd dice che fra dieci anni avremo la pista ciclabile da tutte le parti, ma pensassero a un programma concreto per il territorio, non siamo mica a Goteborg o in Finlandia. Meglio Cerbo con le buche da aggiustare».

Una curiosità, il suo slogan recita: “Nardi presenta… Te la do io Gomorra”. Che significa?

«Questo sarà il titolo di un comizio che terrò al momento opportuno. Gomorra perché in questi anni se ne sono viste di tutti i colori e chi è stato al governo se ne deve prendere le responsabilità. Ho un dossier pesante che tirerò fuori al momento giusto, è pieno di documenti: la gente deve sapere da chi è stata amministrata. Vogliamo partire dai rifiuti, cosa è successo con la Servizi Industriali, con la scelta della discarica, con le polemiche sul piano economico e finanziario e sui costi per il conferimento a “Rida” e in che rapporti sta l’ex sindaco con quest’ultima? E ancora con il rispetto dell’appalto, con le multe alla società, con i costi aumentati nel tempo, con il personale? Cosa c’è scritto nell’atto di citazione milionaria che la ditta ha presentato al Comune? Parliamo degli appalti. L’Anac bacchetta il Comune perché si ricorre alle somme urgenze che dovrebbero essere casi limite e invece erano diventate la normalità. Perché il commissario Ocello, poco dopo aver messo piede in Comune, ha apportato dei cambiamenti nella disposizione dei dipendenti? Io ho un dossier pieno di cose da raccontare e non mi fermerò davanti a niente e nessuno». 

Per anni la sua figura è stata dipinta come il modello negativo, esempio di cattiva gestione.

«Ma abbiano il pudore di tacere. La prima cosa che è stata fatta è il dissesto finanziario. Troppo facile così, no? Questo è stato il danno peggiore che potessero fare alla città. Potevo far fallire anche io la città nel 2001 dopo la gestione Recchia e invece no, mi sono fatto il mazzo. Non ho svenduto il patrimonio, non ho messo in croce i cittadini con tasse assurde. E poi quando questi soggetti parlano del sottoscritto, forse dimenticano che avevo fatto del Tempio di Giove un parco pubblico aperto a tutti e loro lo hanno dato ai privati. Avevo creato i lidi comunali dove i residenti di Terracina potevano andare al mare pagando una sciocchezza, dove categorie svantaggiate avevano posti riservati: loro hanno dato tutto in mano ai privati. E per fortuna che si è riusciti in extremis a sventare l’assegnazione di Palazzo Braschi o l’area del Molo. Forse ci sarebbe stato da farsi venire i dubbi anche su queste con cessioni». 

Va bene, va bene. Ci dica un’ultima cosa: vedremo tanti “fedelissimi” nella sua squadra?

«A parte 3 o 4 che furono con me, per il resto le liste saranno composte da giovani tra i 30 e i 40 anni, persone stimate e apprezzate. Sono chiaro: chi sarà eletto consigliere non farà l’assessore. La mia sarà una giunta tecnica guidata da un sindaco forte, capace di governare con fermezza. Di certo non si vedranno le sceneggiate degli ultimi anni. È chiaro?». 

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