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Domenica 04 Dicembre 2016

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Il 19 dicembre inaugura il Palazzo della Bonificazione pontina

Il palazzo della Bonificazione Pontina

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Palazzo della Bonifica: apertura con le opere di Cambellotti e il ministro Franceschini

Terracina

Il 5 maggio l'inaugurazione, la mostra fino a luglio. Coinvolto il museo dell'Abbazia di Valvisciolo. Costerà 12.500 euro

I lavori di allestimento sono ultimati, il palazzo della Bonificazione pontina aprirà nel mese di maggio, precisamente, pare, il 5 maggio. Come si vociferava da tempo, è stato invitato il ministro delle Attività culturali Dario Franceschini il quale doveva ancora confermare la disponibilità, che forse ora è arrivata. Ci siamo.

Il prestigioso immobile la cui apertura è rimasta congelata per una durata che si fa fatica a circoscrivere con esattezza, ospiterà, recita la delibera firmata dal commissario Erminia Ocello «il Museo delle Bonifiche Pontine, la Biblioteca Storica, l’archivio storico comunale, una galleria archeologica, un deposito di reperti nelle suggestive sottostrutture del Palazzo e di uno spazio destinato alle esposizioni temporanee ed a laboratori didattici». Insomma, una buona parte del patrimonio storico e artistico della città.

Per l’occasione, sarà allestita una mostra con 30 opere di Duilio Cambellotti (artista italiano, di arti grafiche e di arti visive che è stato a Terracina e nell'agro romano e pontino ai primi del Novecento), affidata al Direttore del Museo dell’Abbazia di Valvisciolo Vincenzo Scozzarella. Oltre alle opere, che arriveranno dai musei di Roma, Latina e Sabaudia, sarà proiettato il film biografico di Lucia Salimei “Autodidatta. Duilio Cambellotti racconta se stesso”, poi sarà presentato il libro di Ercole Metalli “Usi e costumi della campagna romana” illustrato da Cambellotti; e un libro dello stesso Cambellotti. Poi cartoline, stampe, un catalogo e visite guidate.

Il Comune ha già impegnato la somma per sostenere tutte le spese, che è di 12.500 euro. Un’inaugurazione in grande stile, per un palazzo che attende di essere risarcito -insieme alla collettività terracinese che ne è proprietaria e ne ha pagato il restauro - da decenni di immobilismo, inefficienza e sprechi. La mostra, quasi a ribadire il concetto, si intitola “Questo luogo incantato”. È la frase che l’artista pronunciò quando arrivò a Terracina ai primi del 1900.

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