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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Comunità Montana: "Usciamo dall'ente"
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Comunità Montana: "Usciamo dall'ente"

Terracina

Il coordinamento di Fratelli d'Italia chiede l'uscita: costa troppo e non porta benefici in paese

Il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia-An, a fronte dei recenti sviluppi di natura sociale, economica e politica che hanno investito il parco regionale dei monti Ausoni, vuole esprimere la sua opinione sulla spinosa questione connessa ai finanziamenti dell’ente e ad ai servizi erogati dallo stesso.

"Fin dalla creazione della comunità montana - sostiene FdI -le priorità e le finalità dell’organismo gestito dalla regione sono state disattese e tradite; nessuna prospettiva di crescita ha riguardato e riguarda il territorio terracinese, vincolato e rimasto avulso – sin dalla costituzione – da ogni forma di concertazione, interesse amministrativo e scelta di ampio respiro politico. Dal punto di vista comunale, invece, la nostra città versa ogni anno 80 000 all’ente euro sotto forma di quota associativa, adeguandosi alle norme vigenti ed alle disposizioni regionali. Soldi destinati – almeno nelle intenzioni – allo sviluppo ed alla valorizzazione dell’intero territorio inglobato nell’area del parco, ma – in pratica – utilizzati soprattutto per tutelare, preservare e incentivare la crescita economica delle aree limitrofe, a discapito dell’ampia fetta di territorio comunale amministrata dalla comunità montana. Il tutto a fronte di lembi di terra nostrani posti sotto la giurisdizione dell’ente Parco completamente abbandonati, privi addirittura di acqua potabile, manutenzione del manto stradale, cartellonistica ed elementi basilari di qualsiasi tipo di società definita civile".

Per questo, Fratelli d’Italia –An chiede con forza l’uscita del Comune di Terracina dalla comunità montana, appellandosi all’articolo 27 comma 5 del TUEL (testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), che consente ai comuni con popolazione complessiva superiore ai 40 000 abitanti di abbandonare in modo autonomo la comunità montana. "Una scelta – conclude il coordinamento -  necessaria, che restituirebbe autonomia decisionale e gestionale al nostro comune, oltre che migliaia di euro da investire per progetti “semplici” e lineari di rilancio dei territori trascurati dall’ente parco. Un impegno concreto, volto a salvaguardare gli interessi e le peculiarità delle nostre zone montane, ricche di storia, cultura e tradizione. Un impegno per Terracina e per i Terracinesi. Un’altra sfida da vincere tutti insieme".

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