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Sabato 03 Dicembre 2016

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Museo

L'interno del museo civico

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Museo "Capponi" chiuso per mesi, parte l'esposto in procura

Terracina

Il Meetup Terracina 5 Stelle scrive anche alla Corte dei conti: "Interruzione di servizio di rilevanza economica senza atti. Ipotesi di danno erariale"

Il 4 maggio apre un museo nuovo di zecca che riporterà la città di Terracina ai livelli che merita. Ma è un museo chiuso quello che rischia di farla finire invece nei guai. Il Meetup Terracina 5 Stelle ha infatti presentato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti sulla chiusura del museo civico "Capponi", il piccolo e prestigioso museo dal quale ormai da qualche mese si stanno trasferendo i reperti archeologici per collocarli all'interno del Palazzo della Bonificazione pontina, nuovo polo museale cittadino.

Secondo i grillini e il candidato sindaco Fabrizio Ferraiuolo, che vogliono vedere chiaro anche su come sono stati spesi i soldi per l'allestimento del palazzo storico, la chiusura del museo civico "Capponi" per tutto questo tempo ha un costo e responsabilità ben precise: "Interruzione pubblico servizio di rilevanza economica e danno erariale", è la definizione data, perché secondo il Meetup il servizio museale è stato di fatto interrotto "senza che sia stato prodotto alcun documento che ne giustifichi la scelta".

Tre gli aspetti messi davanti alla magistratura ordinaria e contabile nel documento firmato dagli attivisti del Meetup: l'assenza di "qualsiasi documento ufficiale riguardo lo smembramento e trasferimento di parte del museo al palazzo della Bonifica", si legge; la mancanza sul fronte scientifico di "un piano di riordino del percorso museale e del materiale scientifico prodotto, che sia stato approvato ufficialmente dagli apparati preposti e dagli enti finanziatori, come invece espressamente asserito con nota della Soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio del 1 ottobre 2008". E infine "Nessun piano o atto ufficiale sul trasferimento delle opere inventariate, catalogate ed esposte secondo un preciso piano scientifico, un complementare studio di rischio o eventuali affidamenti a ditte specializzate. Peraltro, osservano i Cinque Stelle, "non esistono atti amministrativi che comunicano la momentanea sospensione del servizio museo né nulla osta da parte della Soprintendenza allo smembramento del museo, ad eccezione di un cartello apposto al suo ingresso, nessuna comunicazione sul sito". 

Altra questione riguarda il personale comunale adibito alla gestione del "Capponi". I quali a museo chiuso non sono stati ricollocati. "Non risultano atti ufficiali che pongano rimedio alla necessità di ricollocazione del personale dedicato al museo" scrive il Meetup, che denuncia anche l'assenza di progetti per accedere ai finanziamenti: "Durante la direzione scientifica temporanea del museo, il dirigente del dipartimento sembra non aver provveduto alla presentazione dei progetti necessari alla fruizione sia dei finanziamenti regionali già erogati e quindi andati in perenzione, che all'inclusione del museo nel sistema museale archeologico PROUST, ad oggi uno dei pochi mezzi per poter accedere ai già esigui finanziamenti regionali", è l'accusa di Terracina 5 Stelle. Tutto questo si concretizzerebbe, secondo le accuse, in un potenziale danno erariale e "un oggettiva perdita economica dovuta al mancato introito causato dalla chiusura arbitraria del museo e dalla mancata vendita del materiale divulgativo, dato già compromesso dal calo del numero di visitatori registrato in questi ultimi due anni, che dai 3000/3.500 del 2014 sono passati ai circa 2.500 del 2015 e subiranno cali ancora più significativi nell'anno in Corso". 

I grillini hanno infine chiesto in Regione, tramite il consigliere regionale Gaia Pernarella, formale accesso agli atti per capire se l'iter per il Palazzo della Bonificazione sia andato a buon fine. In un post sul blog elencano gli altri casi di palazzi storici finanziati e rimasti chiusi, per questo, dicono, vogliono vedere le carte. "Se sia stato approvato l’ordinamento tecnico-scientifico, con tanto di progetto museografico e museologico come previsto dalla legge. Se esiste un regolamento del museo, se sia stato registrato il suo status giuridico ed esista un piano per l’organizzazione del suo funzionamento, se abbiano predisposto il piano di gestione obbligatorio per il servizio museale, le attività culturali che dovrà svolgere ed i servizi aggiuntivi quali il bookshop, la caffetteria, l’accoglienza, ecc)". "Senza tutta questa documentazione, oltre alla splendida location per la foto di congedo del Commissario Ocello, l’apertura del museo sarà la solita burla terracinese portata avanti da dilettanti allo sbaraglio e non dalle figure professionali necessarie affinche il museo resti aperto per più di un mese contribuendo alla crescita culturale e patrimoniale del nostro comune".  

 

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