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Lunedì 05 Dicembre 2016

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500 rifiuti sulla spiaggia di Levante, l'indagine di Legambiente
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500 rifiuti sulla spiaggia di Levante, l'indagine di Legambiente

Terracina

Il circolo ha eseguito campionamenti su una superficie di circa 3 mila metri quadrati

Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”  ha aderito  ufficialmente all’indagine “Beach Litter 2016“ al fine di acquisire informazioni preliminari per lo studio del fenomeno dello spiaggiamento dei rifiuti, relativamente a quantità, trend e possibili fonti, anche alla luce della nuova direttiva europea della Marine Strategy. L’Indagine ha avuto luogo il 30/04/2016 dalle 15:00 alle 19:00 presso la Spiaggia di Levante in Lungomare Giacomo Matteotti a Terracina.

La spiaggia di Levante, parte della Riviera di Levante di Terracina, è considerata una delle spiagge più importanti della Riviera D’Ulisse sia per le sue peculiarità geografiche, essendo essa localizzata ai piedi di Pisco Montano, famoso taglio effettuato dall’Imperatore Traiano per allargare la Via Appia e del Monte Sant’Angelo e Tempio di Giove Anxur e posta immediatamente all’entrata di Terracina Sud, sia per le numerose attività che in essa sussistono quali attività turistico- alberghiere, di ristorazione, locali notturni, stabilimenti balneari, zona di transito in entrata e in uscita traghetti e barche essendo situata a poche centinaia di metri dal porto principale di Terracina in cui si concentra una delle principali fonti economiche del luogo cioè la pesca con i pescherecci locali e le attività ad esse collegate, la presenza di una clinica e residenza sanitaria assistita. Inoltre, a soli pochi passi da tale Spiaggia, era posto un depuratore, uno degli ecomostri più impattanti della Regione Lazio, fortunatamente non più in funzione da circa un anno, e vi sono numerose sorgenti termali ai piedi del blocco calcareo, tra cui la presenza di una sorgente magnesiaca molto importante che il Circolo sta cercando di riportare al suo antico splendore.

A ridosso della Spiaggia di Levante sussiste una darsena che si congiunge con la zona porto e con una scogliera artificiale che sarà presa in considerazione insieme alla restante parte, non campionata per la pulizia,  per il giorno 29/05/2016 nella giornata dedicata alla Campagna Legambiente “Spiagge e fondali puliti” al fine di avere dei dati anche rispetto all’incidenza di alcune attività di pesca e di rilascio rifiuti in mare grazie anche alla collaborazione di soci sub del Circolo che si occuperanno di ripulire i fondali e di fare delle foto con macchinette predisposte per avere delle informazioni in più rispetto a ciò che si può incontrare sugli scogli e sulla spiaggia, che sono, come sappiamo, solo la punta dell’iceberg.

Durante la giornata del 30 aprile 2016 è stata presa in esame un ‘area di 3000 mq considerando i 100 m di lunghezza e 30 m di profondità, fino all’inizio dei manufatti (ristoranti, stabilimenti balneari e beachbar). Il perimetro è stato poi suddiviso in 10 settori da 10 metri di lunghezza l’uno e si è proseguito con l’indagine e la raccolta, la campionatura e la corretta classificazione dei rifiuti, con la compilazione della Scheda rilevamento rifiuti sulla spiaggia con l’utilizzo delle categorie di campionamento OSPAR. Sono stati raccolti, campionati e catalogati circa 500 rifiuti.

Quanto raccolto, campionato e categorizzato denuncia una mancanza di educazione civica nei confronti dell’ambiente in cui si vive, tra l’abbandono di mozziconi di sigarette, stecchini dei lecca lecca , plastica  e alluminio e reti da pesca e fili di nylon per arrivare a scatole vuote di medicinali, calze di nylon, pannolini, residui di pneumatici, manufatti per edilizia, come dalla galleria presente sul profilo facebook Circolo Legambiente Pisco Montano di Terracina e il web site https://legambienteterracina.wordpress.com/  chiamato #schifidaspiaggia. Alcuni vengono  riportati  di seguito: 

Il Circolo Legambiente di Terracina si impegnerà attraverso eventi di sensibilizzazione e collaborazione con le attività balneari, di ristorazione e di ricettività turistica, cercando di collaborare anche con l’azienda che si occupa localmente del ritiro della spazzatura per aumentare la copertura dell’intera fascia costiera. Il Circolo ringrazia il Dipartimento Scientifico di Legambiente Nazionale per il sostegno, l’aiuto concreto alla realizzazione di tale indagine e per aver dato inoltre la possibilità anche a Terracina di poter ottenere dei dati importanti sui quali fare delle indagini approfondite. Inoltre, tale approccio scientifico, ha permesso di evidenziare come uno dei principali indicatori di rifiuto, le reti per i mitili (cozze) che in una indagine di Legambiente hanno costituito ben il 44% dei rifiuti monitorati a Trieste, in un transetto della spiaggia di Canovella de' Zoppoli che ha rilevato 500 reti da cozze probabilmente derivati dalla presenza di filari di allevamenti delle stesse cozze poste proprio di fronte la spiaggia.

I principali elementi dai quali non si può assolutamente prescindere per Terracina sono la presenza di habitat di pregio come il SIC marino più esteso del Lazio, la volontà di istituire delle aree marine protette, la presenza di un lungomare tra i più estesi del Lazio, le interazioni con le realtà di pesca Locale, le correnti e le tipologie dei fondali. Considerando in prima analisi il SIC, questo è costituito nel nostro mare da prateria di posidonia, riconosciuta come fondamentale nell’economia degli ecosistemi marini costieri: esse costituiscono riparo e fonte di nutrimento e hanno funzione di fissazione  e stabilizzazione dei fondali e di freno all’erosione costiera (criticità centrale per il nostro mare). Inoltre le praterie di posidonia sono comprese nell’allegato A della direttiva Habitat 92/43/CEE , tra gli Habitat PRIORITARI, pertanto si considera ovvio il non posizionamento di attività di miticoltura nei pressi di tale realtà così importante. Per quanto riguarda invece il tema “correnti” risulta di fondamentale importanza poiché queste potrebbero prevedere la direzione e la velocità di trasporto delle sostanze reflue dell’impianto sino alle coste balneabili. Un altro elemento da prendere in considerazione è l’interazione con insediamenti turistico ricreativi come la conformità agli aspetti legati alla balneabilità, alla sicurezza e al rispetto delle norme igienico-sanitarie.

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