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Sabato 10 Dicembre 2016

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Ascensori per il centro storico, partono le "indagini" tecniche

Le "scalette" in via Posterula

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Ascensori per il centro storico, partono le "indagini" tecniche

Terracina

Eseguiti i sondaggi sismici e geologici alle spalle delle Poste e alle "scalette"

Eppur si muove. Lentamente, ma si muove. A dieci anni dall’approvazione dei progetti e all’avvio dell’iter per la realizzazione del doppio ascensore sulla Rampa Braschi, qualcosa sta succedendo. Ieri mattina un gruppo di tecnici, guidati da un geologo incaricato dal Comune di Terracina e alla presenza di due archeologici, ha eseguito un sopralluogo tecnico nei punti in cui dovrebbero sorgere gli ascensori. Il progetto prevede la realizzazione di un doppio impianto che metta in collegamento la parte bassa e quella alta della città. Il primo ascensore sorgerebbe alle spalle dell’ufficio postale con un dislivello di alcuni metri fino al tornante di via Posterula. Gli utenti, attraverso un camminamento, arrivano alla base delle “scalette”, dove troverebbero un secondo elevatore che sale fin sotto piazza Santa Domitilla. Da qui, una struttura - anche per l’accesso dei disabili - per accedere direttamente nel piazzale e godere del belvedere fresco di restauro.

Ma per il progetto bisogna seguire tutti i passi necessari alla definizione delle pratiche burocratiche. Restano alcuni pareri da ottenere e carte da firmare. Tra le formalità da compiere, le indagini sismiche e geologiche nell’area in cui devono sorgere gli impianti. Ed è proprio a questo punto che si è arrivati, con tecnici e operai che ieri mattina si sono dati appuntamento alle spalle dell’ufficio postale prima e in via Posterula poi. Sotto lo sguardo dei professionisti incaricati, sono stati eseguiti degli scavi. Il lavoro è andato avanti per tutta la mattinata e sarà utile al rilascio dei pareri. 

Il piano per il doppio ascensore mobile, a questo punto, si può davvero dire che sia stato ripreso. Dopo annunci, spot, salti mortali per non far perdere i finanziamenti, forse si è arrivati (meglio andare cauti visto il tempo passato) a un punto di non ritorno. Il rebus più complicato da risolvere resta comunque quello dei soldi. Dopo tanti anni, con un finanziamento già concesso ma non utilizzato allo scopo, non è detto che i soldi siano ancora lì ad aspettare un treno che per anni non è passato. Il finanziamento era di un milione 200 mila euro. Il 10% venne concesso subito per la progettazione, il 50% contestualmente alla gara d’appalto. Si parla di circa 800 mila euro. I soldi vennero usati per altro, viste le lungaggini burocratiche e il Comune ha dovuto rifondere le somme. In bilancio 2015 sono stati inseriti 350 mila euro. Gli altri 450 mila sono per il 2016. Ma per adesso, è già un grosso risultato riuscire a portare avanti l’iter per la realizzazione degli impianti. 

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