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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Agostino Pernarella
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Pernarella attacca: "Gli argomenti tabù di Di Tommaso"

Terracina

Azienda speciale e non solo: il candidato del Sestante critica i silenzi dell'avversario

"Se si vuole zittire il candidato sindaco del Pd Alessandro Di Tommaso, chiedetegli un parere sulla malavita organizzata a Terracina, oppure sulla questione della trasparenza nella gestione delle spese elettorali, ma anche sull'Azienda Speciale". Il candidato sindaco del "Sestante" Agostino Pernarella mette nel mirino il collega del Partito Democratico.  

"Nessuno lo ha mai sentito, né ora né prima, dire nulla su quell'argomento. Eppure, l'Azienda Speciale assorbe fiumi di denaro pubblico e ciò nonostante la sua dirigenza si rifiuta di rendere conto della sua gestione: c’è un sito bellissimo e completo circa le Sezioni ma è completamente vuoto. Vuoto sui bilanci che per vederli bisogna invece scartabellare gli allegati al bilancio di previsione 2015 del comune di Terracina. Vuota è la pagina dei servizi erogati. Tutto vuoto. Io e le mie liste Sestante e Res abbiamo chiesto più volte che venissero pubblicati, come impone la legge, i documenti dell'Azienda necessari a valutarne l'operato senza che niente accadesse. Ma Di Tommaso, loquace su molte cose, ha argomenti tabù. E - incalza Pernarella - se è inspiegabile il suo silenzio sulla penetrazione mafiosa a Terracina, se non si capisce neanche la ragione per cui si ostina a non dichiarare le spese sostenute finora e chi gli finanzia la campagna elettorale, si capisce bene, invece, il suo guardare dall'altra parte rispetto alla faccenda dell'Azienda Speciale. Caro Di Tommaso ma non sarà mica perché la direttrice dell'Azienda, è il sindaco Pd di Roccagorga nonché sorella della sottosegretaria Pd nel governo Renzi? A Di Tommaso è stato insegnato così in questi anni di militanza nel Pd: parlare e denunciare finché non si rischia di calpestare i piedi a qualche amico o capo del suo partito; se no, trovare un'altra questione da sollevare. Ce ne sono tante. E meno pericolose. Il candidato del Pd non è diverso dagli altri candidati e soprattutto da Gianluca Corradini e Nicola Procaccini, i quali per arrivare dove sono arrivati hanno imparato innanzi tutto ad obbedire ai loro patroni politici, non facendosi troppe domande su quali siano i criteri per distinguere l'interesse pubblico da quello di una parte. E ora chiedono voti per diventare sindaci di Terracina".

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