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Sabato 10 Dicembre 2016

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Furti allo stadio Colavolpe, una denuncia
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Furti allo stadio Colavolpe, una denuncia

Terracina

Le indagini condotte dagli agenti del commissariato di polizia

Gli Agenti del Commissariato di Terracina appartenenti all’Ufficio Controllo del Territorio avvalendosi della collaborazione dei colleghi della Polizia scientifica hanno portato a termine un’attività d’indagine sui furti che hanno riguardato la struttura e gli impianti del Campo sportivo “Stadio Mario Colavolpe” di Terracina. Da tempo la struttura era stata oggetto di svariati furti che l’avevano resa inservibile. Le Squadre di calcio del Terracina hanno dovuto giocare l’intero campionato 2015-2016 ripiegando su altri campi sportivi della Città certamente non ottimali rispetto alle competizioni disputate e alle tifoserie. Gli stessi “Supporters” nel mese di Gennaio avevano ben rappresentato, anche tramite organi di stampa e social network, lo stato in cui versava l’impianto. Ignoti ladri infatti avevano fatto razzia di materiale metallico giungendo anche  a segare le sbarre dei cancelli d’accesso. Si segnalavano inoltre l’ingente furto di rame che aveva riguardato l’impianto elettrico con conseguente danneggiamento ed inutilizzabilità dello stesso.

Raccogliendo queste segnalazioni gli Agenti del Commissariato di Terracina avviavano un’attività investigativa improntata con metodi tradizionali, quali appostamenti ed osservazioni, nonché avvalendosi del determinante contributo informativo derivante dalla collaborazione di alcuni cittadini da tempo rammaricati per l’incessante saccheggiamento del bene pubblico. Gli elementi raccolti convergevano in modo concorde su un terracinese con precedenti incarichi presso la struttura sportiva per i quali la sua presenza in quei luoghi non aveva destato particolari sospetti. Lo stesso però, proprio lo scorso gennaio, veniva immortalato in un filmato video mentre procedeva al furto di 5 matasse di materiale elettrico in rame che caricava sulla propria autovettura. Ulteriori accertamenti consentivano la ricostruzione del furto appurando che preliminarmente vi era stata la manomissione di una cassetta di derivazione elettrica e subito dopo la tranciatura dei cavi con il conseguente sfilamento dalla loro sede. Ad esito dell’attività d’indagine, il responsabile dei gravi fatti è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria dovendo rispondere dei reati di furto aggravato, per aver usato violenza su cose destinate al servizio pubblico, e per il reato di danneggiamento aggravato a seguito del quale la struttura pubblica è risultata inservibile.

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