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Domenica 04 Dicembre 2016

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Masso Monte Cucca Treno Terracina

Il masso caduto nel 2012 sulla ferrovia Terracina-Priverno

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Ferrovia chiusa, politica senza risposte. Scatta l'interrogazione parlamentare

Rampelli (Fdi) porta il caso in Parlamento. Salta l'incontro con Refrigeri alla festa del Pd. Restano le domande

Non c’è dubbio: sarà un tema caldo della campagna elettorale il ripristino della tratta ferroviaria Terracina-Priverno. La questione, che appare ancora in stallo per non trascurabili motivi di copertura finanziaria (solo quattro dei circa 10 milioni sono reperibili, ma Rfi, a cui è stato affidato il progetto, esige lo stanziamento per intero), pesa fortemente sulle spalle di lavoratori, pendolari, e in generale sulla città come meta turistica. E potrebbe essere un formidabile lancio per la campagna elettorale di maggio 2016. Ecco perché, da destra a sinistra, si vedono le prime manovre. E Fratelli d'Italia porta la questione fino in parlamento.

Non c’è dubbio: sarà un tema caldo della campagna elettorale il ripristino della tratta ferroviaria Terracina-Priverno. La questione, che appare ancora in stallo per non trascurabili motivi di copertura finanziaria (solo quattro dei circa 10 milioni sono reperibili, ma Rfi, a cui è stato affidato il progetto, esige lo stanziamento per intero), pesa fortemente sulle spalle di lavoratori, pendolari, e in generale sulla città come meta turistica. E potrebbe essere un formidabile lancio per la campagna elettorale di maggio 2016. Ecco perché, da destra a sinistra, si vedono le prime manovre. E Fratelli d'Italia porta la questione fino in parlamento.

L'INTERROGAZIONE

La questione del treno lo scorso 30 luglio è stata portata in Parlamento, dove l’onorevole Fabio Rampelli, Fratelli d’Italia, ha presentato un'interrogazione con risposta scritta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Del Rio. Rampelli, uomo vicinissimo a Nicola Procaccini, suo sponsor nel 2011 col Pdl insieme all’attuale leader di Fdi Giorgia Meloni, ha illustrato la caduta del masso dal monte Cucca nel settembre 2012 che ha di fatto tolto il treno a Terracina. «La città è rimasta priva di un servizio essenziale come è il collegamento ferroviario per Roma - scrive - costringe i passeggeri diretti a Roma a un estenuante cambio di mezzo di trasporto». Il deputato chiede quindi a Del Rio «se sia informato dei fatti esposti in premessa e quali urgenti iniziative intenda assumere per l'immediato ripristino della tratta ferroviaria in oggetto». 

DOMANDE PER LA REGIONE

Mercoledì 6 agosto alla Festa dell’Unità era atteso l'assessore ai Trasporti della Regione Fabio Refrigeri. Ad attenderlo, con tanto di striscione e domande in canna, i membri di Litorale Pontino, gruppo attivo Wwf Lazio, da tre anni in prima linea per il ripristino della tratta. Sono stati sfortunati: l’ospite all’ultimo momento è stato a chiamato ad una riunione di giunta. Niente confronto. L’ormai famoso striscione “Ridateci il treno” è rimasto arrotolato, ma soprattutto senza risposta sono rimaste le tante domande che si volevano porgere all'assessore. «Avremmo voluto sapere - spiega Marco Senesi, presidente di Litorale Pontino - cosa impedisce di andare avanti nell’iter. E ricordare alla Regione che la questione riguarda soprattutto la sicurezza. Nell’area interdetta al treno, insistono case, strade di collegamento, campi agricoli. E se rischiano i pendolari, rischia anche chi ci vive». Il confronto appare fondamentale anche con lo stesso Pd, se è vero che diverso tempo fa Alessandro Di Tommaso, nel suo ruolo di capogruppo Democratico in Consiglio comunale, aveva anche ventilato un piano B: visti gli altissimi costi, optare per una conversione del tratto ferroviario in una pista ciclabile. 

Per ora, resta tutto su un binario morto.

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