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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Tempio, contestazioni alla Munus: sfiorata la revoca

Uno scorcio del Tempio di Giove Anxur

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Tempio, contestazioni alla Munus: sfiorata la revoca

Terracina

Cambio societario non comunicato e 45 mila euro ancora da versare all'ente: "non sussistono motivi per la risoluzione contrattuale" ma si passa all'incasso

Quattro contestazioni dal novembre 2015 al febbraio 2016 firmate dal Rup Manlio Musilli e inviate alla Munus spa, società appaltatrice dei servizi al Tempio di Giove Anxur. Sono alla base dell'avvio della risoluzione del contratto partita nel mese di aprile da parte del Comune di Terracina. Un'istruttoria secondo la quale c'erano gli estremi per sciogliere il contratto ma che poi il dirigente Bonaventura Pianese non ha ritenuto decisiva. Alla Munus, società romana, amministratore delegato Alberto Mario Zamorani, finita già sotto il fuoco incrociato della campagna elettorale, Musilli ha addebitato somme erroneamente trattenute dal corrispettivo del 2014 per la fornitura in lingua inglese dello spettacolo Anxur Lumina; stesso discorso per l'allestimento dei locali e la segnaletica informativa; ha poi contestato il conguaglio dell'aggio minimo spettante al Comune per il 2012, ancora non versato, e infine ha contestato la somma erroneamente trattenuta relative al ripristino dell'impianto elettrico, ancora non riscontrata.

Ma non è tutto. E' saltato fuori che la Munus spa si è trasformata in Munus srl, e da visura camerale è posseduta al 100% da un'altra società, la Mosaico. Questa trasformazione, si legge nell'atto dirigenziale, "non risulta mai essere stata comunicata dal responsabile del procedimento dott. Musilli all’amministrazione comunale di Terracina benché in alcune note interlocutorie lo stesso riporti in modo alternato S.p.A. e s.r.l.". Di fatto non c'è stata comunicazione, e ora è stato avviato il ricorso istruttorio con il quale la società trasformata dovrà dimostrare di avere i requisiti per gestire il sito archeologico come da bando di gara del 2012. 

Intanto il Comune andrà a prendersi i crediti spettanti, relativi a due fatture che ammontano a 45.191 euro. Per il resto, scrive il dirigente Pianese, "non sussistono motivi per addivenrire alla risoluzione contrattuale, ma al recupero delle somme non corrisposte ed al soccorso istruttorio finalizzato alla presa d'atto di trasformazione societaria".

L'appalto affidato alla Munus scade nel mese di agosto.

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