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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Omicidio Marino sul lungomare di Terracina, parla il pentito

In aula

I testimoni escludono che Raffale Iavazzi conoscesse gli autori dell’esecuzione criminale di Gaetano Marino, il boss di camorra crivellato di colpi di pistola sul lungomare di Terracina, nel pomeriggio del 23 agosto di quattro anni fa. Marino, che si trovava in spiaggia a Terracina con la famiglia, venne attirato sul marciapiede nei pressi della Pineta e avvicinato dai killer che lo freddarono con una decina di colpi sparati a distanza ravvicinata prima di darsi alla fuga. Iavazzi, che Marino lo conosceva da tempo, era lì vicino, fu testimone oculare, anche se secondo la difesa era intento a spostare uno scooter ed era di spalle agli assalitori. Sentendo gli spari, si era allontanato in tutta fretta per sfuggire all’agguato. Ieri pomeriggio nell’aula del tribunale di Latina si è svolta una nuova udienza del processo nei confronti del 34enne campano, fuochista, accusato di favoreggiamento.
Secondo l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Maria Cristina Palaia, l’imputato avrebbe negato di conoscere i responsabili dello spietato omicidio, inquadrato in una cruenta faida camorristica tra clan “scissionisti” per imporre la propria egemonia sul mercato dello spaccio di droga a Napoli. L’udienza si è protratta per circa 4 ore. Primo a parlare in videoconferenza il collaboratore di giustizia Giuseppe Marino il quale, chiamato a delineare il contesto in cui si consumò il delitto, non avrebbe fornito elementi a carico dell’imputato, limitandosi a inquadrare l’esecuzione in una faida di camorra. A seguire l’escussione della madre di Iavazzi che ha negato ogni coinvolgimento del 34enne, tesi peraltro ribadita dallo stesso imputato il quale si è sempre dichiarato innocente.
Ultimo dei testi a parlare, un socio di Iavazzi. In aula è stata riprodotta un’intercettazione ambientale captata in macchina in cui il teste parlava dello choc subito dall’amico nel ritrovarsi a pochi passi dall’esecuzione. Ma, anche dalla sua versione dei fatti, emergerebbero pochi elementi nei confronti del 34enne arrestato nel febbraio del 2013 e rimesso in libertà dai giudici della Cassazione (ieri l’imputato era presente in tribunale). Il processo è stato aggiornato al prossimo 11 novembre quando sarà ascoltato un altro pentito e, probabilmente, anche l’imputato assistito dagli avvocati Gian Paolo Schettino e Fabrizio Gallo.

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