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Martedì 06 Dicembre 2016

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Estate impossibile in biblioteca. Condizionatori rotti, sauna fra i libri

La biblioteca

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Estate impossibile in biblioteca. Condizionatori rotti, sauna fra i libri

Inferno per operatori e utenti. Furiosi i turisti, e gli studenti mettono i tavoli fuori

Le sudate carte di leopardiana memoria, nello storico edificio intitolato ad Adriano Olivetti, diventano sudatissime. Anzi, fradice. Si gronda. Ore 12.30, un giorno qualunque d'estate, biblioteca comunale: 35 gradi all’ombra e un ventilatore sgarrupato che tenta di fare il suo lavoro. Siamo all’interno dell’edificio, per caso. Un caldo insopportabile tra le centinaia di libri addormentati tra gli scaffali. 

I dipendenti sono al loro posto, i ragazzi studiano nella saletta più fresca, accuditi come si può, anche loro da un ventilatore. Sopra, la direttrice, pure lei ha un ventilatore, il terzo. E una vetrata impietosa che, nata per favorire la luce, è diventata l’anticamera dell’inferno.

Non ci si crederà, ma la biblioteca “Olivetti” di Terracina, 1.800 prestiti erogati nel solo mese di luglio, 4000 volumi disponibili nella rete nazionale, non ha condizionatori d’aria. Per le fasce a rischio, dunque, è off-limits. Ed così da anni. L’impianto è rotto e nessuno lo ripara. Nella città candidata (e giustamente scartata) a Capitale della cultura europea, accade anche questo. I luoghi della cultura fanno la sauna. La Regione ha erogato i soliti contributi qualche mese fa (roba del 2004), ma gli impianti restano rotti. Gli studenti se vogliono possono portare i tavoli all’esterno e studiare in cortile. L’alternativa è restare a casa. Perché qui, l’aria non te la dà nessuno. Se si dice che manca l’ossigeno, è vero alla lettera.

La biblioteca, importante quanto una scuola, vive in apnea e non è da ieri. Si fa sempre una fatica enorme anche solo a garantire la manutenzione. Fuori, marciapiedi rotti, cancelli arrugginiti, mura scrostate. La cultura non è concepita come un'emergenza. Non ci sono somme urgenze per allevare le menti. Sono appena stati stanziati 20 mila euro (in somma urgenza) per risollevare un muretto a La Ciana. Sacrosanto. Ma il piccolo tempio della cultura da tre anni annaspa.

E cultura è parola abusata in città. In realtà chi tenta di farsela, studia a 35 gradi all'ombra. Ce ne sono passati di assessori da queste parti, vuoi per un evento, vuoi per un altro. Qualcuno ha avuto l'idea di chiedere agli operatori qualcosa come: "cosa manca, come va?". O di parlare con i giovani, gli studenti? 

I dipendenti resistono in silenzio. Anche a chi punta il dito contro la loro pausa pranzo, considerata troppo lunga. La loro permanenza in queste condizioni di caldo estremo, altro che pause. Si potrebbe organizzare una serrata. A pelle, solo a volerlo, potrebbero segnalare il disagio e chiudere. E poi lasciare Asl et similia a fare il loro lavoro. I turisti sono furiosi. Perché la biblioteca, per molti, è parte della vacanza. Ma così è impossibile.

I libri della “Olivetti” sono ambiti, distribuiti perfino in 7 stabilimenti balneari. Per promuovere, si è detto, la lettura durante la tintarella. Ottima idea. Se invece si viene qui, si può provare il piacere della lettura mentre si fa la sauna.

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