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Domenica 04 Dicembre 2016

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Museo aperto la sera... per giocare a burraco

Un interno del museo della città di Terracina

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Museo aperto la sera... per giocare a burraco

Terracina

Sabato apertura straordinaria con custode per un torneo privato: niente accesso al pubblico e nessuna sorveglianza. Le luci accese hanno attirato l’attenzione dei passanti ma la struttura era aperta ai soli iscritti alla partita di carte.

Quando le porte cominciano a chiudersi sono circa le due del mattino. Il museo della città, quello appena inaugurato al Palazzo della Bonificazione pontina, bello, grande, pubblico, ha fatto l'orario straordinario nella notte di sabato. Apertura serale. Un grande evento pubblico? Macché. Un torneo di burraco. Avete sentito bene. Sabato scorso, il primo weekend di pienone di turisti, il palazzo storico più importante della città, aperto in pompa magna (ma solo nei weekend perché a corto di personale e senza una gestione definita) ha ospitato sulla sua terrazza un torneo di burraco per un nutrito gruppo di appassionati. Dalle dalle 21 e alle 2 del mattino. Le luci accese e il portone semi-aperto con un custode davanti hanno fatto pensare a una apertura serale. Tanto che in molti si sono avvicinati durante la serata per chiedere di entrare. Ma no. A godere del bellissimo panorama notturno del palazzo della Bonificazione pontina, solo i fortunati giocatori. «Ci spiace, il museo è chiuso, siamo aperti solo per un evento». Una sorta di privée. Tutto normale? Dipende. Dal punto di vista di chi vede un affollatissimo centro storico, numerosi turisti, un dipendente pubblico pagato dai cittadini, luci accese ovunque, forse no, almeno se non si staccano biglietti e non si coprono i costi. Diverso è se i giocatori hanno noleggiato la terrazza, pagando un contributo al Comune. Cosa possibile ma che viene difficile immaginare, visto che non è previsto da nessun regolamento.

Intorno alle 2 il torneo è finito, alla spicciolata i partecipanti sono usciti, felici e soddisfatti ed è piombato sulla affollata piazza pedonale intitolata a Santa Domitilla un camioncino per caricare i tavolini portati sulla terrazza alper l’occasione, e buttare i cartoni che avevano le sembianze di quelli delle bombe calde, ormai vuoti. Qualcuno usciva con le borse salva-fresco. Cosa può essere successo? Non è chiaro, probabilmente è tutto a posto. Ma alcune domande sorgono spontanee. Limitato negli orari e nelle attività culturali perché a corto di tutto, può un museo aprire la sera per una partita a carte tra amici e vedersi entrare e uscire un alto numero di persone? È stata organizzata una sorveglianza per tutto il bendiddio che c’è dentro? E poi: si sta dicendo che tutta la cittadinanza potrebbe chiedere al Comune di fare tornei di briscola, festicciuole per bambini, compleanni e matrimoni in privato, con custode pubblico? Basta la richiesta? E a chi? Non sfugge che nel palazzo c'è una mostra di Duilio Cambellotti (che la collettività ha pagato circa 12 mila euro), un'altra mostra temporanea, reperti archeologici, documenti d'archivio. Oltre ad avere un costo, hanno un valore. Urgono regole chiare sulla gestione.

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