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Martedì 06 Dicembre 2016

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Tempio, contestazioni alla Munus: sfiorata la revoca

Uno scorcio del Tempio di Giove Anxur

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Tempio di Giove, tutte le grane di una proroga

Terracina

Affidamento in scadenza per la gestione del sito archeologico. Si pensa alla proroga, ma la Munus ha un contenzioso con il Comune. E ha cambiato ragione sociale

Strada in salita per la giunta Procaccini sulla gestione del Tempio di Giove Anxur. Il prossimo 12 agosto scade l’affidamento alla società Munus spa, aggiudicato nello stesso mese del 2012. In piena estate, il sito archeologico rischia di restare senza governance. Sulla questione l’opposizione formata dai gruppi di Forza Italia, Pd, Corradini sindaco e gruppo misto ha depositato un’interrogazione, a cui hanno lavorato in particolare Giuseppe D'Andrea e Valentina Berti (Pd) e Davide Di Leo (Corradini sindaco). 

Ma ci sono almeno altri due problemi da risolvere con la società di Roma che gestisce il Tempio. Il primo è relativo a un contenzioso che la Munus ha con il Comune per circa 45 mila euro, per trattenute che la società avrebbe operato dal corrispettivo del 2014 spettante al Comune, per la fornitura in lingua inglese dello spettacolo Anxur Lumina, l’allestimento dei locali e la segnaletica informativa e il conguaglio dell’aggio minimo spettante al Comune per il 2012, ancora non versato. Infine c’è una somma erroneamente trattenuta relativa al ripristino dell'impianto elettrico, ancora non riscontrata. Ma non è tutto.

La Munus ha infatti cambiato la sua ragione sociale, mutata da «spa» a «srl» senza che il passaggio sia stato comunicato all'appaltante. Anche qui c’è una contestazione formale del Comune, con tanto di istruttoria, in cui la società dovrà dimostrare di avere i requisiti per gestire il sito. Ma la domanda è: può il Comune prorogare l’appalto sia pure per un giorno, ad una società che ha una ragione sociale diversa e, dunque, di fatto è un’altra società?

Una risposta dovrà arrivare in fretta, ma non sarà probabilmente presto abbastanza per risolvere la grana della gestione. L’ente dovrà capire come “coprire” il servizio almeno fino a settembre, la proroga non sembra una strada facile, a Palazzo si teme il rischio di incappare in illeciti. Se non dovesse trovarsi la quadra per una proroga, resterebbe solo una soluzione: l’interim all’Azienda speciale. Non sarebbe la prima volta.

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