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Domenica 11 Dicembre 2016

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Orari della movida, modificata l'ordinanza
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Movida più libera, estesi gli orari di chiusura dei locali

Terracina

L'ordinanza del sindaco Procaccini per discoteche, pub, bar e simili. Abrogati gli atti del commissario

Il commissario aveva già allentato la morsa ma il sindaco Nicola Procaccini ha voluto allentarla ancora di più. Terzo provvedimento in sei mesi sugli orari della movida Terracina. Il primo cittadino nei giorni scorsi ha firmato una nuova ordinanza che abroga le due precedenti volute dal commissario Erminia Ocello. Viene definita una rimodulazione: di fatto allunga di un’ora la chiusura degli esercizi commerciali di somministrazione di cibi e bevande, in una parola di bar, pub e simili, con una deroga fino alle 6 del mattino per Capodanno. Le discoteche, sia in estate che in inverno, saranno invece aperte fino alle 4 se al chiuso, fino alle 3 se all’aperto, con deroghe nel periodo di Natale e nei giorni del Ferragosto, di un’ora in più. Quanto ai locali che fanno musica ma non sono discoteche, il limite è quello dell’una di notte di inverno e le due in estate, con deroga alle 4.00 nei soli giorni delle vacanze di Natale e per il Ferragosto.

La ulteriore flessibilità secondo il sindaco Procaccini serve a contemperare le esigenze di quiete e ordine pubblico con quelle degli imprenditori. Stesso discorso fatto a suo tempo da Confcommercio al commissario Ocello, che appunto aveva modificato una prima ordinanza del mese di febbraio con una nuova, ad aprile, allungando il limite di chiusura alle 3.00. L’esecutivo Procaccini ha voluto dare un’ulteriore segnale d’apertura ai locali.

Restano in vigore tutte le altre disposizioni. Dopo le 22 è vietato far uscire il cliente con bottiglie e bicchieri di vetro. L’ordinanza vieta anche il consumo di alcol in strada se non nelle pertinenze dei bar, e impone ai gestori un serio controllo e l’attenzione a non rendere utilizzabili gli spazi e gli arredi dei locali dopo la chiusura. Il rischio sono sanzioni in qualche caso salatissime. Si fa dai 25 euro ai 10 mila euro, a seconda del tipo di violazione. La quale violazione, anche se riscontrata una sola volta, porta alla sospensione della licenza di somministrazione di cibi e bevande.

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