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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Vuole donare una statua alla città, due anni di silenzio

L'opera dello scultore Natalino Brusca

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Vuole donare una statua alla città, due anni di silenzio

Terracina

Dopo un primo approccio, dal 2014 lo scultore lasciato in attesa. E ora sta guardando altrove

Con il Comune di Terracina anche fare un regalo diventa una fatica. Doppia, nel caso di Natalino Brusca, scultore di 38 anni di Terracina che nel 2014 ebbe la stramba idea di donare una sua opera alla città. Un regalo, insomma, nulla a pretendere, tranne l’impegno di esporla in modo permanente in luogo pubblico. Facile? Nemmeno per idea. A due anni da quel dì, oggi il giovane scultore è ancora in attesa di una risposta. Dopo il protocollo, datato 24 agosto 2014, più nulla. Ma andiamo con ordine.

Natalino Brusca nel 2014 è un giovane scultore: espone qua e là, e davanti alla sua prima opera importante dal titolo “Tra la vita e la morte” prende una coraggiosa decisione: donare la statua al Comune «perché avesse visibilità - dice - all’unica condizione che fosse esposta al pubblico in modo permanente». Si trattava di capire due cose: se il Comune era interessato, e dove metterla. Brusca parla con l’allora assessore Emilio Perroni, che gli parve entusiasta. Lo incontra tre o quattro volte, gli spiega, viene rassicurato. Poi, più nulla. Oggi, lo sfogo: «Avrei solo voluto una risposta sincera», dice, «visto che ci ho investito soldi ed energie». Invece gli hanno riservato la cosa peggiore: il silenzio, dovuto anche al commissariamento. Con l’ingresso della nuova giunta, Brusca ci riprova. «Di recente ho contattato il nuovo assessore su facebook, ma non mi ha risposto». Non è detto che Barbara Cerilli non lo faccia.

La delusione, però, dopo due anni, comincia a palesarsi. Sto guardando altrove - ammette lo scultore -. Sono in contatto con altri enti e con alcuni Comuni limitrofi, che si sono detti interessati» ma, aggiunge con amarezza, «avrei voluto restasse nella mia città». L’assessore potrebbe comunque ancora dare una risposta al giovane scultore. Non per forza un sì, si badi: ma almeno fare una valutazione, guardare l’opera, parlare con l’autore. In una parola, interagire. Perché se è vero che abbiamo un grande patrimonio, quasi a viverci di rendita, lo è altrettanto che è quasi tutto ancora da valorizzare. E dunque, prima ancora che l’opera, si valuti se è il caso che un giovane artista terracinese debba rivolgersi altrove per avere gentile udienza da chi comanda.

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