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Domenica 04 Dicembre 2016

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La Regione commissaria il Consorzio di Bonifica

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La Regione blinda i fondali del Sic

Terracina

Nuove misure di conservazione: i Comuni chiamati a prendere misure e ad informare gli operatori turistico-balneari

I fondali e i banchi di sabbia inseriti nel sito di interesse comunitario tra Capo Circeo, Terracina e Lago Lungo a Sperlonga necessitano di maggiori misure di conservazione. Lo dice la Regione, che nei giorni scorsi ha inviato una bozza del documento che prevede un aumento delle misure di protezione del Sic, minacciato dalle attività umane. Il documento sarà disponibile fino al 4 settembre per presentare suggerimenti e osservazioni. Di fatto, però, già la dice lunga sui rischi a cui sono sottoposti gli habitat e le specie contenuti nel Sic.

La prateria di Posidonia, ad esempio, che cresce nell’area, è tra le più estese in assoluto e vanta un livello massimo di priorità di conservazione. È assai diffuso, secondo uno studio dell’università La Sapienza, dipartimento di biologia ambientale, ma lo stato di conservazione non può dirsi ottimale ed è costantemente minacciato da numerose attività umane tra cui i porti turistici, quelli da pesca, gli ancoraggi sulle scogliere, l’inquinamento, la pesca a strascico e perfino quella da collezionismo. Un discorso analogo viene fatto per i banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina. Qui gli studi dell’università registrano un «cattivo» stato di conservazione, e la cosa si fa ancora più importante perché, si legge, «l’habitat si trova in pochi altri Sic della Regione». Siamo, insomma, di fronte a un unicum, assolutamente da tutelare.

La Regione intende così incentivare misure di conservazione da parte dei Comuni coinvolti, in questo caso Terracina, San Felice Circeo e Sperlonga. In particolare, l’eliminazione dell’inquinamento, la ricognizione degli scarichi, un numero chiuso degli ormeggi, cartellonistica di informazione, la formazione per i diportisti e dei centri di immersione. Ad essere informati, insomma, devono essere gli operatori del settore turistico-balneare, compresi i bagnanti. Un lavorone, a leggere quello che scrive la Regione, che parla di bonifiche da reti abbandonate, e di reclutamento di rilevatori volontari per la sorveglianza. La cosiddetta «citizen science», composto da volontari subacquei.

Insomma, l’invito ad agire è rivolto soprattutto ai Comuni, gli stessi - si pensa a Terracina e San Felice Circeo - che proprio appellandosi al Sic, hanno combattutto contro l’autorizzazione rilasciata dalla Regione a realizzare un impianto di mitilicoltura a ridosso dell’area. Ora, registrato l’interesse a tutelare fondali, banchi di sabbia e Posidonia, la palla passa proprio ai sindaci, che dovranno presentare eventuali suggerimenti ma soprattutto attivarsi affinché il Sic che ricade nel loro territorio migliori e si conservi meglio. La parola d’ordine, sembra dire la Regione, è informare.

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