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Martedì 06 Dicembre 2016

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Comune di Terracina

Il palazzo comunale di Terracina

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Il Comune "sbaglia" l'esproprio, privati da risarcire per 2,6 milioni di euro

Terracina

Fulmine a ciel sereno per il Comune di Terracina, chiamato a risarcire lo Stato per un esproprio alle proprietà della famiglia storica dei Matthias. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha infatti condannato lo Stato a risarcire i privati per 2,6 milioni di euro, poiché le sue leggi sull’esproprio risultano inadeguate a garantire i diritti fondamentali. Il fatto è che ora lo stato quei soldi li chiede al Comune, una bella mazzata che andrebbe ad ingrossare la massa passiva su cui sta lavorando l’Organo straordinario di liquidazione. La notizia è stata data ieri dal sindaco Nicola Procaccini durante il Consiglio comunale. L’esproprio agli eredi Matthias risale al 1985, quando il Comune procedette ad un’occupazione d’urgenza in un lotto nella zona delle Arene, con un accordo con i privati che poi però ci ripensarono. Una vicenda controversa, trattata in tutti i gradi di giudizio in Italia (con condanna della Corte d’Appello al Comune per una cifra analoga) e poi finita alla Corte di Strasburgo, dove principale imputato è lo Stato. Ma la questione è tutt’altro che chiusa. Ieri mattina il vicesindaco Roberta Tintari è stato con l’avvocatura del Comune al ministero delle Finanze, per un un primo incontro con i funzionari del Mef. C’è tempo fino a settembre per presentare le controdeduzioni, poi lo Stato produrrà un decreto di rivalsa. Ma l’amministrazione ha alcune cartucce da sparare: una riguarda la dubbia costituzionalità della rivalsa dello Stato su un ente territoriale quando la sanzione riguarda l’inadeguatezza delle leggi nazionali. Normativa lacunosa, quella italiana, che però il Comune non avrebbe, a suo tempo, potuto aggirare. L’avvocatura comunque impugnerà il decreto statale davanti al giudice ordinario.
Procaccini ha ragguagliato poi i consiglieri sull’uscita dal dissesto: c’è un nuovo decreto enti locali appena passato in Parlamento che istituisce un nuovo fondo per gli enti dissestati. Si tratterebbe di un altro mutuo. E sull’uscita dal dissesto, Procaccini ha dato una lettura in chiaroscuro: da un lato «già da oggi non siamo più sotto procedura di controllo» riguardo il personale, dall’altro ha ammesso che «non è corretto dire che si esce dal dissesto il 19 settembre, perché avverrà formalmente alla fine dell’anno». «Dal gennaio del 2017 potremmo essere liberi da legacci e abbassare le tasse», anche se, ha concluso, ci sarà da fare i conti con i decreti ingiuntivi.

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