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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Tempio, contestazioni alla Munus: sfiorata la revoca

Uno scorcio del Tempio di Giove Anxur

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Gestione del Tempio di Giove, in arrivo la proroga

Terracina

Riordino nella posizione della Munus: la srl ha i requisiti per il sito archeologico: diminuisce la somma da restituire

Il Comune corre ai ripari e mette mano al caso Munus a pochi giorni dalla scadenza dell’appalto per la gestione del Tempio di Giove Anxur. La società che ha in gestione il sito archeologico simbolo della città, infatti, potrebbe ricevere una proroga di qualche mese per affrontare il periodo più caldo dell’estate. Restavano da chiarire alcune questioni legate ai rilievi mossi nel mese di giugno dal Rup, in merito a una somma complessiva di circa 45 mila euro per somme non autorizzate trattenute dalla società, e dunque da restituire all’ente appaltante.

Ieri il dipartimento guidato dal dirigente Bonaventura Pianese (che aveva curato l’istruttoria ipotizzando anche una revoca dell’appalto, poi ritenuta non necessaria) ha ristabilito l’ordine. La Munus ora deve al Comune non più 45 mila ma 26 mila euro, poiché la società ha dimostrato che su una delle fatture contestate, l’autorizzazione del Rup c’era, «diversamente da quanto più volte affermato dallo stesso». Nei confronti di Munus, infatti, erano state emesse per questa somma ben tre diffide.

Quanto al passaggio, non comunicato, della Munus da spa a srl, anche questo poteva costituire un ostacolo alla proroga, ma il dirigente Pianese nella sua determina dirigenziale ieri ha confermato che la società ha «documentato il possesso dei requisiti di qualificazione previsti dal codice dei contratti e dichiarati in sede di gara ai fini della sottoscrizione del contratto». Da ieri, insomma, l’ipotesi di una proroga nella gestione del Tempio è più vicina.

Con la scadenza al 12 agosto dell’appalto, questa appare l’unica soluzione percorribile per non lasciare il sito archeologico chiuso e senza gestione. Solo dopo l’estate si metterà mano, infatti, al nuovo modello di gestione, che dovrebbe prevedere non solo il Tempio ma tutto il patrimonio culturale agibile. Secondo indiscrezioni, l’amministrazione comunale dopo i mesi dell’emergenza starebbe pensando ad un periodo sperimentale integrando anche il nuovo museo e altri beni culturali. Non a caso, anche la gestione del nuovo museo della Bonificazione è stata prorogata alle scuole e alla protezione civile, e lo sarà forse addirittura fino al mese di dicembre. Si dovrà infatti preparare un bando di gara, capire quali interlocutori si vuole avere e con quali requisiti, aprire magari anche un dibattito pubblico e politico su come gestire il patrimonio culturale locale. Che ad oggi è parcellizzato, improvvisato, quando non è chiuso. Si tratta forse della sfida più ardua dopo il risanamento finanziario.

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