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Sabato 03 Dicembre 2016

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Immigrata con un neonato al seguito, l'odissea
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Immigrata con un neonato al seguito, l'odissea

Terracina

La storia di una 21enne: dialogo tra polizia e servizi sociali

È arrivata in Italia con uno dei tanti barconi che ogni giorno trasportano centinaia di extracomunitari dall’Africa alle coste della penisola. Ma quello di una 21enne di origini subsahariane è diventato un vero e proprio caso che impegna anche da un punto di vista tecnico, oltre che umano, forze dell’ordine e uffici. Protagonista, oltre alla giovane donna, il suo piccolo figlio di appena 14 mesi. Arrivati sulle coste di Trapani a luglio insieme ad altri clandestini, erano stati collocati in una struttura di accoglienza in provincia di Viterbo, ma da lì si erano allontanati e, dopo essere stati intercettati ad Aprilia una decina di giorni fa erano stati fermati dalla polizia di Terracina.
La donna, con evidenti segni di instabilità e comportamenti che sconsigliavano la permanenza del bambino, era stata collocata in una struttura di accoglienza nel sud pontino; il bimbo, invece, era stato affidato a una struttura per minori per ricevere la riabilitazione di cui necessita. Domenica sera la donna, dopo essere riuscita ad allontanarsi dal luogo in cui era stata ricoverata, si è ripresentata al commissariato di Terracina dando in escandescenze e chiedendo di riavere con sé il figlio. Gli agenti hanno tranquillizzato la 21enne e, con l’aiuto del personale medico fatto intervenire sul posto, l’hanno trasferita all’ospedale di Formia. Ma ieri mattina gli agenti del vicequestore aggiunto Bernardino Ponzo si sono rimessi al lavoro per cercare di risolvere una situazione che, tra burocrazia e criticità di carattere sanitario, rischiano di lasciare la donna nel limbo. Per la donna, infatti, potrebbero anche attivarsi le pratiche per il rimpatrio ma la presenza del figlio minore, per cui è inoltre in corso l’iter per la sua riabilitazione, oltre al fatto di essere lei stessa in cura, rallenta notevolmente la risoluzione del caso su cui si sta cercando di coinvolgere attivamente anche i servizi sociali.

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