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Sabato 10 Dicembre 2016

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Canoni doppi per le concessioni, balneari infuriati
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Canoni doppi per le concessioni, balneari infuriati

Terracina

No unanime dei sindacati di categoria alla suddivisione in zone sul criterio della Bandiera Blu: "Non è la soluzione"

«Dividere la città in zone di classe A e zone di classe B non è una soluzione». Così gli operatori balneari che si riuniscono sotto le sigle di Itb (Imprenditori turistico-balneari) e Sib (Sindacato italiano balneari) replicano alla decisione della giunta Procaccini di istituire due zone per le aree demaniali date in concessione ai fini del calcolo della valenza turistica. La querelle va avanti da oltre un anno. Con l’arrivo della Bandiera Blu, le spiagge di Terracina sono state classificate, in base ad una serie di punteggi, di «alta valenza turistica», dunque sottoposte al pagamento di un canone doppio rispetto al passato.

Il cambiamento, avvenuto sotto la gestione commissariale, non era stato digerito dai balneari, che con un ricorso al Tar avevano chiesto di rivedere i conteggi. L’amministrazione comunale nei giorni scorsi ha tentato una soluzione distinguendo le aree demaniali in zone interessate dalla Bandiera Blu (zona I) e zone escluse (zona II), con il risultato che solo le prime pagheranno canoni più alti. Un provvedimento che nelle intenzioni tenta di «determinare condizioni di equità tra i concessionari», ma che non è piaciuto alla categoria.

Felice Di Spigno, presidente del Sib, ricorda il ricorso al Tar e punta il dito sulla giunta Procaccini: «Bastava che avesse perorato le tesi dei ricorrenti che con dati oggettivi, fonti regionali, Istat, hanno impiantato il ricorso. Ricorso - continua - resosi necessario in quanto la precedente scheda di valenza mai aggiornata da oltre 5 anni portava dati errati. Oggi francamente ci aspettavamo che un sindaco, la giunta, i tecnici, perorassero la causa sostenendo la categoria sulle basi del ricorso e invece hanno pensato bene di dividere la città in fascia 1 e fascia 2». Non è così che si fa, incalza Di Spigno, «non si tiene conto nelle sue schede dei valori relativi alle altre voci che assegnano i punteggi, tipo presenze turistiche, posti letto, balneabilità, erosione, con i quali, se aggiornati, «Terracina deve essere riportata in classe B».

Sulla stessa linea, con qualche distinguo, Gino Di Lello, vicepresidente di Itb Italia, che parla di «una visione discriminatoria per la nostra città e per il nostro litorale», e lamenta «la rabbia e lo sconforto che a determinare questa discriminazione sia solo un fattore economico». Qui, però, si punta il dito contro la Regione che «pur di fare cassa sulle spalle delle attività turistico-ricettive ha stabilito che se sei una città virtuosa con mare pulito e servizi funzionanti, le attività che vi lavorano debbano pagare canoni raddoppiati». Balzelli che saranno, assicura, scaricati sul consumatore finale. «La mia richiesta è quella di fare pressione sulla Regione e cancellare questo inutile quanto deleterio balzello».

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