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Lunedì 05 Dicembre 2016

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I disabili dicono no a cambiamenti nel Cudari
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Assistenza familiare, in arrivo un albo pubblico

Terracina

Allo studio del Comune un avviso per l’iscrizione degli operatori

Comune e Azienda speciale verso una nuova gestione dell’assistenza domiciliare. Il servizio, attualmente attivo per le persone non autosufficienti al di sopra dei 65 anni, ripartito nel 2014, avrà un albo al quale potranno iscriversi gli operatori. Nel registro compariranno al cittadino gli assistenti domiciliari e le badanti. Un modo per favorire l’incremento dell’offerta per un servizio sempre più richiesto e che spesso ha incontrato difficoltà nell’esecuzione.

L’obiettivo è quello di mettere a disposizione un numero sufficiente di personale disponibile: Operatori socio sanitari, operatori socio assistenziali, badanti riconosciute, potranno iscriversi all’albo ed essere a disposizione. Allo studio proprio in questi giorni un avviso pubblico. Secondo le informazioni apprese, sarà così la famiglia che ha bisogno a scegliere la figura più confacente alle proprie esigenze. Il rapporto, insomma, si instaurerà direttamente tra privati, senza che l’Azienda speciale assuma nessuno. Anche la forma contrattuale da attuare sarà il risultato di un libero accordo tra l’assistente e la famiglia. Il Comune, e per esso l’Azienda speciale, interverrà soltanto quando verranno dimostrati i requisiti reddituali che certifichino l’impossibilità di far fronte alla spesa per il pagamento dell’assistenza. Sarà una forma di compartecipazione alla quota.

Un vero e proprio cambio di rotta per il Comune, ma non è il primo. Molte città hanno optato per un registro degli assistenti famigliari, uno di questi è quello di Oristano, in cui il Comune sostanzialmente fa solo da facilitatore nella scelta della figura adeugata, attraverso i suoi servizi sociali. Spesso gli assistenti famigliari svolgono il proprio lavoro con un contratto di collaborazione, dunque in regola. Sarà poi la famiglia a decidere se stringere un rapporto in regime di convivenza o semplicemente a ore, a domicilio. Attualmente il servizio di assistenza domiciliare richiede che il caso venga sottoposto ai servizi sociali, il quale dopo i sopralluoghi stabilisce le ore e affida il servizio alla cooperativa che ha vinto il bando.

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