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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Il mare d'inverno non conviene. Balneari scettici
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Il mare d'inverno non conviene. Balneari scettici

Terracina

Accoglienza tiepida della categoria alla legge regionale che consente di tenere aperti gli stabilimenti anche durante l'inverno. "Aumentano i costi, ma nessun vantaggio" 

Per ora l’unica cosa certa è che si smonta. E anche di corsa. Quanto alla possibilità di restare aperti tutto l’anno, inverno compreso, dall’aria che tira in una mattina qualsiasi di metà ottobre, è un'idea che ad ora resta sulla carta. Sì, perché la nuova legge regionale, recepita al volo da tutti i Comuni costieri, ad ora non viene percepita come un’azione per il rilancio imprenditoriale per gli operatori balneari. Non a Terracina almeno. 

Per capire quali sono gli ostacoli, conviene parlare con gli addetti ai lavori. O meglio, con chi li rappresenta. Gino Di Lello, vicepresidente nazionale di Itb, spiega perché ad ora la norma regionale è inapplicabile in città: «A parole è una cosa buona, ma all’atto pratico, è solo un onere: spese che ricadono sull’imprenditore tra concessioni da pagare tutto l’anno, tassa sui rifiuti, un assistente bagnanti, i servizi, il personale». Dello stesso avviso Felice Di Spigno, presidente del sindacato dei balneari: «Destagionalizzazione è una bella parola, ma non dice nulla se una programmazione turistica e di eventi non si realizza a monte. Se dobbiamo esporci solo per dare colore alla spiaggia, no grazie. Ed è chiaro che d’inverno il turista deve venire a Terracina per altre attrattive, e solo poi godere anche del mare. Per ora questa programmazione non c’è».

C'è il capitolo burocrazia: «Solo pensare al da farsi per richiedere titoli e autorizzazioni, tutte a carico nostro, si indietreggia», continua Di Spigno. Sia Itb che Sib pongono anche un’altra, non secondaria questione: l’erosione costiera. Senza la garanzia di una profondità della spiaggia, il timore di una mareggiata è sempre dietro l’angolo. «Non abbiamo alcuna protezione», spiega Di Lello, e Di Spigno rincara la dose: «L’erosione costiera avanza inesorabilmente, dal 2012 non si fanno più interventi, una mareggiata divorerebbe gli stabilimenti». Quanto alle possibili soluzioni, il rappresentante di Itb chiede un vero tavolo del turismo: «Per funzionare, un programma di questo tipo deve essere studiato a tavolino. Si cominci con l’approvare un Pua, un piano di utilizzo degli arenili, che consentirebbe agli imprenditori di investire su indicazioni sicure togliendoci dal caos». Il Sib invece indica il Comune come l'ente che deve lavorare per favorire i flussi turistici invernali, ma anche prevedere sgravi fiscali per gli imprenditori che ci provano: «Anche quest’anno ci siamo aggrappati sugli specchi per far quadrare i conti. Per evitare che queste leggi regionali restino provvedimenti vuoti, occorre una programmazione». Per ora, dunque, si smonta. Il mare d’inverno è un’impresa a perdere.

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