Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Mercoledì 07 Dicembre 2016

.




Comune di Terracina

Il palazzo comunale di Terracina

0

Varianti e imprevisti sui cantieri, l'Anac frena: "Così si aggira la concorrenza"

Terracina

A Terracina quasi tutti i principali cantieri hanno modificato il progetto in corso d'opera. Spesso erodendo le economie di gara. Il parere dell'Autority di Cantone

Ce ne sono state per un fosso a La Fiora, i loculi al cimitero, i lavori a San Martino, il restauro di palazzo Braschi, l’edilizia scolastica, i cantieri delle strade urbane ed extraurbane, la manutenzione degli impianti sportivi, il parco del Montuno, le case popolari nel centro storico, la pista ciclabile e piazzale Lido. Quasi tutte le principali opere pubbliche a Terracina hanno subito varianti in corso d’opera, ovvero modifiche al progetto originario, anche sostanziali, dovute ad eventi "imprevisti e imprevedibili". A volte si è trattato solo di spostare qualche timida cifra, altre però, si è dovuto attingere alle economie di gara per mettere altri quattrini.

Alla variante in corso d'opera per lavori pubblici, vi si ricorre in via eccezionale, in teoria. E invece, come ha rilevato l’Anac con un parere espresso nel 2014 su 90 varianti in corso d’opera, è una pratica diffusa. Tanto che su 21 pratiche l'Autority ha un’istruttoria di approfondimento perché, scrive Raffaele Cantone, in alcuni casi non «sono chiariti i motivi per cui dette circostanze non fossero prevedibili al momento della progettazione»; in altre, sono conseguenza di carenze progettuali, in altre ancora le cosiddette circostanze imprevedibili «sarebbero state prevedibili con l’uso dell’ordinaria diligenza in sede di progettazione».

Insomma, non sempre l'imprevisto è tale. E siccome non di rado fa lievitare i costi, il consiglio è quello di ridurre la possibilità che si verifichi. Progettando meglio, per tempo, con calma. Anche perché occorre tenere bene a mente quello che dice l’Autority di Raffaele Cantone su queste pratiche. C'è il rischio che tali procedure conferiscano eccessiva elasticità alle ditte. Elasticità di tempo e di soldi. Con esborsi, ritardi, deroghe e proroghe.

E non è un caso che una particolare attenzione, l’Anac la riservi alle varianti che fanno aumentare i costi dell'appalto. Spesso e volentieri queste maggiori spese vengono "coperte" con il ribasso d’asta. «Diffusa prassi - scrive Cantone - ricorrente nel 90% dei casi esaminati». A Terracina avviene proprio così. E' accaduto con il palazzetto dello sport, è accaduto con l'impianto sportivo di Borgo Hermada. E non si tratta di somme trascurabili: aumenti di costo di almeno 100 mila euro sul progetto originario.  

L’Anac su queste procedure frena. Sostiene che, se usate con troppa disinvoltura, le varianti al progetto rischiano di essere una «distorsione della concorrenza» e spendere anche i risparmi d'asta. L’Autority invita i Comuni ad «accentuare il controllo sull’uso delle “somme a disposizione”, provvedendo a rimodulare il quadro economico dopo l’aggiudicazione, con espunzione delle economie da ribasso di gara». I soldi risparmiati, insomma, devono uscire di scena. Piuttosto è necessario migliorare a monte la progettazione. Si è rilevato, infatti, che le varianti più "critiche", quelle cioè che presentano maggiori anomalie, sono quelle in cui i tempi di progettazione sono stati brevi. Un modo per dire che, se si corre troppo, magari per ragioni di consenso, di annuncio o di finanziamenti a rischio, lo spreco è dietro l'angolo, e sarà successivo alla gara. La programmazione delle opere, insomma, e una buona gestione degli uffici tecnici, fa la differenza.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400