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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Il 19 dicembre inaugura il Palazzo della Bonificazione pontina

Il palazzo della Bonificazione Pontina

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Numeri al museo: alti grazie alle visite gratis

Terracina

Da maggio a settembre su 3.635 visitatori hanno pagato soltanto in 835

Quasi 1.400 persone a maggio, 450 a giugno, ancora 400 a luglio e ben 1.185 ad agosto, mentre a settembre si scende a 229. I primi quattro mesi del nuovo museo della città, ospitato nel palazzo della Bonificazione pontina, farebbero quasi esultare: 3.635 ingressi registrati, una media di 908 accessi al mese. Peccato che del numero complessivo, ben 2.789 siano ingressi gratuiti. Più dei due terzi. I paganti, infatti, sono stati appena 835. Grasso che cola rispetto ai numeri del vecchio museo, ma siamo davvero a risultati esigui, a voler essere gentili.

Il servizio, insomma, non è andato a reddito. Poco male: obiettivo del Comune, attualmente, è quello di far conoscere il palazzo e il suo museo alla città. E, dopo 12 anni di attesa, è stato più che giusto aprire le porte a tutti senza chiedere di pagare il biglietto. Biglietto che, si ricorda, è di 4 euro, il costo di una birra o di un gratta e vinci. Ciò non toglie che uno sguardo ai dati aiuta a capire. In nessun mese dei quattro trascorsi, il numero dei paganti supera quello degli ingressi gratuiti. Ad agosto, mese di punta del turismo cittadino, su 1.185 ingressi solo 200 sono stati a pagamento. A luglio, 123 paganti contro 276 gratuiti. E anche a settembre, alla fine, di 229 ingressi totali, solo 74 sono quelli con i biglietti venduti.

In molti casi, a trainare gli accessi al museo sono stati gli eventi. La notte bianca di agosto è probabilmente stata il trampolino dei 1185 accessi totali. Senza i 985 accessi gratuiti, gli ingressi a pagamento sarebbero rimasti 200. Un numero che grida vendetta rispetto al ben di dio riposto nel palazzo della Bonifica. Sicuramente con una gestione affidata all’esterno e a figure competenti, molto si potrà fare in termini di promozione, divulgazione e attività culturali per mettere a reddito un grosso patrimonio che è costato, negli anni, qualcosa come 8 milioni di euro. Deve essere superata l’idea dell’ingresso gratuito se non in casi istituzionali o eccezionali. Dall’uso di una sala a un evento passando per la semplice visita, il pubblico deve essere un pubblico pagante, e deve ricevere un servizio degno di questo nome. L’auspicio è che l’uso del museo per tutte le stagioni (di recente correva voce che doveva esserci pure la riunione di un sindacato, poi mai fatta) lasci il posto alla cultura. E che questa cultura possa dare soddisfazioni in termini di numeri e in termini di guadagni.

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