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Rifiuta l'alcol test Denunciato dai carabinieri
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Minacciò il giudice, latitante braccato in trasferta

Terracina

Arrestato sabato a Terracina Ben Fattoum Afif, tunisino di 41 anni accusato nel 2015 di voler sfregiare un magistrato ad Ascoli. L'uomo trovato con passaporto francese a casa di un connazionale

Era fuggito lo scorso 18 novembre dagli arresti domiciliari a Martinscuro, in provincia di Teramo, liberandosi del braccialetto elettronico. Lo hanno rintracciato sabato i carabinieri: era in casa di un suo connazionale in un appartamento di Terracina. I militari gli hanno trovato un passaporto francese, forse pronto a fuggire all’estero.

Si chiama Ben Fattoum Afif, tunisino di 41 anni, un processo per traffico di droga tra le Marche e l’Abruzzo alle spalle e un altro per aver minacciato il giudice del tribunale di Ascoli Giuliana Filippello. Fatti accaduti nel 2015 quando fu accusato di aver istigato un suo amico a colpire il magistrato. Questo racconta il Resto del Carlino, che domenica ha dato la notizia della cattura a Terracina.

Sabato l’uomo è stato braccato in un’operazione dei carabinieri di Alba Adriatica con il supporto della Compagnia di Terracina. Il tunisino era nascosto nel monolocale di un connazionale e alla vista dei militari ha tentato la fuga al terzo piano dell’edificio, da dove ha anche minacciato di buttarsi. Chi lo ha ospitato dovrà rispondere di favoreggiamento, mentre Afif è stato richiuso nel carcere a Latina in attesa della direttissima.

L’uomo era ristretto ai domiciliari a Martinscuro, in Abruzzo, per altri reati. Il 18 novembre scatta l’allarme del braccialetto elettronico. Il 41enne sparisce nel nulla e il dispositivo viene trovato nella spazzatura. Immediato l’allarme, diramato in tutta Italia, allertato il giudice Filippello, al quale per le minacce ricevute nel 2015 era stata assegnata la scorta per sei mesi. Sul caso è ancora in corso un procedimento giudiziario.

Gli avvocati che difendono il tunisino, Gramenzi e Di Nanna, hanno dichiarato al Resto del Carlino che la fuga del tunisino sarebbe maturata dopo una lite con la ex moglie, per paura di un aggravamento della misura cautelare che lo avrebbe riportato in carcere. L’uomo, secondo la difesa, voleva costituirsi. Numerose le telefonate fatte ai suoi avvocati durante la breve latitanza, grazie alle quali gli inquirenti lo hanno rintracciato a Terracina.

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