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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Indennità ai politici, spuntano errori

Il sindaco Nicola Procaccini

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Indennità ai politici, spuntano errori

Terracina

La giunta revoca gli atti. Sbagliato il calcolo degli importi agli amministratori

Pasticcio con la delibera di giunta che lo scorso luglio ha definito le indennità di funzione del sindaco e della giunta. Si tratta degli “stipendi” che gli amministratori incassano per la loro funzione. L’esecutivo Procaccini si è reso conto che, nello stabilire gli importi, si sono commessi degli errori tutt’altro che secondari, e si è visto costretto ieri a revocare l’atto. In particolare, è spuntata una sentenza della Corte dei Conti che stabilisce che le indennità vanno approvate in Consiglio comunale e non in giunta, dal momento che vanno ad influire sui bilanci successivi. Un particolare di cui non si era accorto nessuno. Non solo. Errore anche nelle decurtazioni previste dai vari provvedimenti per la riduzione dei costi della politica. Secondo la legge finanziaria del 2005, doveva essere del 10% e invece la decurtazione effettivamente operata è stata del 7%. Ma non è ancora finita, perché l’esecutivo fa notare anche un’altra dimenticanza. E cioè che esiste un decreto ministeriale, il 119/2000, che fa da regolamento su come si determinano le indennità di funzioni, e che prevede delle maggiorazioni per le indennità di amministratori di alcuni tipi di città. Le indennità sono maggiorate del 5%, ad esempio, per i Comuni caratterizzati da “fluttuazioni stagionali della popolazione, tali da alterare, incrementandolo del 30%, il parametro della popolazione dimorante”. E ancora, “del 3% per gli enti la cui percentuale di entrate proprie rispetto al totale delle entrate, risultante dall'ultimo conto del bilancio approvato, sia superiore alla media regionale per fasce demografiche”; e infine “del 2% per gli enti la cui spesa corrente pro-capite risultante dall'ultimo conto del bilancio approvato sia superiore alla media regionale per fasce demografiche”. Se dovessero concorrere tutte e tre le eccezioni (che il Comune deve dimostrare rapportandosi ad apposite tabelle), le maggiorazioni sono cumulabili. Un particolare, questo, che nel provvedimento approvato a luglio “risulta carente”. Ovvero è stato omesso. Per tutti questi motivi la delibera è stata revocata. E ora è tutto da rifare. 

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