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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Spaccio su appuntamento  Il gip: «Un’attività frenetica»
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Spaccio su appuntamento
Il gip: «Un’attività frenetica»

Provincia

Intercettazioni telefoniche e ambientali, precedenti giudiziari specifici di alcuni degli indagati, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, nonché diversi sequestri di sostanze stupefacenti. Così i Carabinieri della Compagnia di Terracina, coordinati dal Comando provinciale, sono riusciti a ricostruire l’attività di spaccio “al dettaglio” che coinvolgeva gli indagati destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Laura Matilde Campoli ed eseguita all’alba di ieri dagli stessi militari dell’Arma dopo la richiesta del sostituto Luigia Spinelli. 

Applicate differenti
misure cautelari
a seconda del ruolo
rivestito dagli indagati
nell’attività illecita.

Il giudice per le indagini preliminari, nello giustificare le esigenze cautelari - differenti a seconda della presunta responsabilità degli indagati negli illeciti contestati, con otto persone in carcere, cinque ai domiciliari e due con obbligo di firma - ricostruisce un quadro generale dell’attività svolta dai pusher e descrive anche il loro profilo. «Le intercettazioni telefoniche hanno evidenziato come gli stessi - si legge nell’ordinanza con riferimento ai pusher - siano stabilmente dediti all’attività di spaccio, come l’attività criminosa in parola rappresenti la loro quasi esclusiva fonte di sostentamento e l’attività alla quale dedicano la maggior parte del loro tempo, così come dimostrato dal numero di telefonate registrate e aventi ad oggetto la gestione delle richieste di acquisto di stupefacente», avvenute anche a seguito di veri e propri “appuntamenti” con i clienti. 

Nonostante la ristretta area geografica in considerazione, i contatti nel periodo preso in esame - circa un anno di indagini - sono stati molteplici. Gli indagati potevano avvalersi «di un canale di spaccio idoneo a garantire tutte le esigenze dei clienti, consentendo loro di soddisfare le numerose richieste quotidiane. Applicate differenti misure cautelari a seconda del ruolo rivestito dagli indagati nell’attività illecita Il giudice definisce quindi una «frenetica attività di spaccio» quella posta in essere dagli indagati, in particolar modo da coloro che sono stati destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Con riferimento alla posizione di Alessandro Simonelli, Rocco Coppolella, Davide Terracciano, Michele Terracciano, Renato Ligarò, Alessandro Forte, Giuliana Guglietta e Simone Bonaldo, il gip sottolinea le «frenetiche attività poste in essere» dagli indagati, la cui «pericolosità risulta evidente dal numero, dalla natura e dalla portata dei reati loro rispettivamente ascritti. Le modalità delle condotte descritte - aggiunge - connotano una particolare intensità del dolo e fanno ritenere certo che, se lasciati liberi, commetterebbero altri reati della medesima natura di quelli contestati». 

Per quanto riguarda Danilo Tammetta, Carla Di Vizio, Vera Martinelli, Marco Iacovacci ed Elio Di Lelio, tutti ai domiciliari, «siamo in presenza di persone incensurate o con modesti precedenti penali». Inoltre, «non sussistono elementi inerenti al fatto, alle motivazioni di esso e alla personalità dei soggetti, che facciano ritenere i citati indagati come in qualche modo propensi all’inosservanza dell’obbligo di non allontanarsi dal domicilio a fini criminosi». Infine la posizione di Antonina Podkovska e Roberto Guizzon. «In considerazione della limitata attività posta in essere», la misura cautelare idonea e proporzionata si profila essere quella degli obblighi di polizia giudiziaria, come disposto dal gip.

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