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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Il gip Matilde Campoli
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In tribunale,
ancora interrogatori

Provincia

Ancora due interrogatori di convalida nella mattinata di ieri a carico di due delle persone arrestate nell’operazione “Melody”, portata a termine dai carabinieri nella notte tra domenica e lunedì scorsi. Sono comparsi davanti al gip Matilde Campoli Elio di Lelio, il ristoratore di Sperlonga indagato per alcune cessioni di droga a terzi e per aver acquistato hashish dai fratelli Terracciano; e Marco Iacovacci, di Terracina, 43 anni, anche lui accusato di diversi episodi di spaccio di cocaina nella città del Tempio di Giove.

I due si trovano entrambi agli arresti domiciliari, così come disposto dall’ordinanza firmata dal gip. Dopo la prima tranche di interrogatori di convalida eseguita mercoledì scorso e nella quale in cinque, con modalità diverse, si sono dichiarati estranei all’attività di spaccio e uno si è avvalso della facoltà di non rispondere, oggi stesso copione per Iacovacci, difeso dall’avvocato Enrico Quintavalle: l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Discorso diverso per Elio Di Lelio, difeso dall’avvocato Oreste Palmieri, e che ha rilasciato dichiarazioni.

Uno dei due
si è avvalso
della facoltà
di non rispondere,
l’altro: «Solo un assuntore».

L’uomo ha ammesso di essere un semplice assuntore. Per entrambi sono state disposte le misure di polizia giudiziaria, ma sono entrambi ai domiciliari per l’ordinanza. Sono previsti invece per oggi gli interrogatori di convalida per gli altri indagati, ristretti anch’essi ai domiciliari: si tratta di Danilo Tammetta di Fondi, le terracinesi Carla Di Vizio e Vera Martinelli, i sanfeliciani Roberto Guizzon e Antonina Podkovska. Per questi ultimi l’unica misura cautelare resa necessaria per il gip era stata l’obbligo di firma.

Tutti, però, indistintamente, devono chiarire la propria posizione davanti al giudice per le indagini preliminari. A rendere solida l’accusa ci sono ore di intercettazioni telefoniche e ambientali, difficili contestare. Per ogni indagato la posizione è diversa, perché diverso è il ruolo giocato in quella che poi diventerà l’operazione Melody. Per qualcuno, già è stato annunciato il ricorso al Riesame per chiedere la scarcerazione.

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