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Sabato 03 Dicembre 2016

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Al lato l’isola ecologica di Borgo Hermada, in costruzione da tre anni e ancora chiusa
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L’isola ecologica
pagata tre volte

Terracina

«Sarà un’isola ecologica itinerante,con criteri premianti per gli utenti». Ad oggi, di premi i cittadini non ne hanno visti. Mentre di soldi per il ritiro dei rifiuti ingombranti continuano a spenderne tanti. Anzi troppi. Perché a Terracina il servizio di isola ecologica si magicamente moltiplicato, a spese pubbliche, senza un’apparente giustificazione. A Borgo Hermada c’è dall’ottobre del 2012 un cantiere per la realizzazione di un’isola ecologica definita a suo tempo di ultima generazione. Si fecero conferenze stampa entusiaste. Circa 300 mila euro finanziati con fondi provinciali (dunque dei cittadini) per lavori, acquisto dei macchinari, strutture. Oggi sono 3 anni che è i lavori fermi, e l’impianto è ancora chiuso.

Dentro, a dire il vero, si intravede un modesto gabbiotto in legno, che prende l’acqua e il vento insieme ad alcuni compattatori. E l’erba cresce indisturbata. Talmente indeterminata era la data di apertura (e qui sono stati corretti:sul cartello alla voce “Fine lavori” c’è il vuoto) che nell’attesa, il Comune chiese prima a Servizi Industriali e poi a De Vizia di tamponare con delle isole ecologiche itineranti. Che infatti si tengono ogni sabato, per un totale di 50 l’anno. Il servizio non è gratis. Tanto che le 36 uscite aggiuntive richieste, la ditta le ha messe in conto nelle 100 mila euro in più da pagare nel Pef. E il Pef sono le bollette dei cittadini.

Inutile dire che, se funzionasse l’isola ecologica di Borgo Hermada, questo costo non ci sarebbe. Ma non è finita. Anche in via Morelle, dove c’è un impianto di compostaggio inutilizzato da decenni, si è deciso di istituire un centro di raccolta. Che infatti funziona. Anche qui, l’adeguamento viene finanziato con soldi provinciali (dunque sempre dei cittadini).Si è pagato il coordinatore della sicurezza (per 5 mila euro oltre Iva); il progettista ambientale (per altri 8 mila euro); l’agibilità (per altri 5 mila euro) che invece manca ad altri edifici di valore. E ancora il geologo per lo studio sul terreno (1.300 euro).

Tutto normale? Forse no. Il servizio di isola ecologica, oggi, viene pagato tre volte, sempre con soldi pubblici: per giunta viene messo in bolletta, quando invece c’è un impianto pronto che misteriosamente resta chiuso. Si tratta di soldi della collettività, che potevano essere utilizzati per altri fini ambientali,e fa impressione come la cosa sembri sfuggire ai più. Soprattutto a chi vorrebbe governare la città.

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