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Martedì 06 Dicembre 2016

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Dalle campagne al boom di Eataly, l'Ape che piace a Eataly è di Terracina

L'Apetta Salaretta esposta nello showroom di Eataly a Monaco

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Dalle campagne al boom di Eataly, l'Ape che piace a Farinetti è di Terracina

Terracina

Sara D'Ammizio fa street food a Monaco, con la sua "Apetta Salaretta". Il veicolo diventa simbolo del Made in Italy in Germania

Da queste parti se ne vedono a decine ogni giorno: ferme ai bordi delle strade, cariche di frutta e verdura, percorrere la Pontina a 40 chilometri orari massimo. Ma l’Ape, questo mezzo di trasporto inventato dalla Piaggio, tra i pochi che resistono al tempo, se esce fuori diventa una star. Se lo è diventata a Monaco di Baviera è grazie ad una chef di Terracina che, dopo tanto girare, pare abbia trovato la formula per esprimere la sua creatività in cucina: lo street food.

Si chiama Sara D’Ammizio, ha 40 anni e a Terracina ha lavorato per moltissimi ristoranti e con la sua attività “Sarà Cantina”. Da qualche tempo vive e lavora a Monaco di Baviera, in Germania. Dove, con la sua socia Laura Braconnier, ha avuto un colpo di genio. Un’Ape su cui cucinare cibo italiano, soprattutto pesce, in strada. E se i tedeschi hanno apprezzato, la vera sorpresa è arrivata qualche giorno fa, quando Eataly, grosso marchio dell’enogastronomia, ha aperto un punto espositivo a Monaco. Sara ha inviato il curriculum per provare ad essere della partita.

E invece? La creatura di Oscar Farinetti, scorrendo l’esperienza lavorativa di Sara si è soffermata su quell’Ape: un tuffo nel cuore della tradizione agricola italiana. Di qui la proposta, usare l’Ape (“Apetta Salaretta”, per usare il brand scelto da Sara e Laura) per esporla nel punto Eataly? Detto fatto, l’Apetta Salaretta, arrivata dall’Italia pochi mesi or sono, trasformata in una cucina ambulante, è finita nel point di Eataly a Monaco. Pronta per un aperitivo lungo a base di ostriche e champagne. Uno dei casi in cui la creatività e l’ingegno pagano, e pagano soprattutto se si arriva da una provincia agricola in cui l’Ape corre avanti e indietro ancora oggi. Padrona indiscussa del made in Italy.

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