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Sabato 10 Dicembre 2016

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La videosorveglianza che non c'è, è polemica

Piazza Garibaldi

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La videosorveglianza che non c'è, è polemica

L'ex delegato alla sicurezza Meneghello: "Ritardi da spiegare"

Dopo l'omicidio di Santo Stefano in piazza Garibaldi a Terracina, in cui ha perso la vita il 32enne Gino Bellomo, anche l'ex delegato alla sicurezza nella giunta Procaccini è voluto intervenire sul caso. E in particolare sulla polemica per l'impianto di videosorveglianza che non c'è. "Sgomento e rabbia - ha dichiarato Meneghello - sono i sentimenti che provo apprendendo dell’omicidio in piazza Garibaldi. Provo sgomento per la morte violenta di un giovane della nostra comunità. Ma provo anche una grande rabbia perché nella scorsa amministrazione facemmo i salti mortali per dotare Terracina di un sistema di videosorveglianza che svolgesse compiti di controllo del territorio e contemporaneamente facesse da deterrente per i fatti criminali". L'ex delegato comunale spiega come l'amministrazione approfittò di un finanziamento provinciale contro i crimini ambientali, recuperando oltre mezzo milione di euro. Furono individuati i punti più sensibili della città dove posizionare le telecamere di altissima tecnologia ed ovviamente piazza Garibaldi era stata inserita tra questi. "Il 22 aprile - continua Meneghello - la giunta Procaccini varò il progetto di videosorveglianza. Poi un mese dopo venne indetto il bando per l’esecuzione dei lavori e oggi sappiamo solo che è scaduto ai primi di luglio. Al 27 dicembre 2015 la gara non è stata neppure aggiudicata! Per me è uno scandalo – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia - Non possiamo sapere se la tragedia di ieri sarebbe stata evitata dalla videosorveglianza o sarebbe comunque accaduta da un’altra parte. Ma sono certo che avremmo potuto sapere con esattezza come e perché si sono svolti i tragici fatti di cui tutti oggi siamo costretti a parlare".

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