Il candidato sindaco del Pd propone la visione “ospedalocentrica”: la città dell’aspirante primo cittadino Alessandro Di Tommaso è la città della salute. E il sindaco, sebbene le politiche sanitarie siano pianificate dalla Regione, continua ad essere una figura centrale per il destino dei servizi sul territorio. «Nel mio programma per l’amministrazione comunale – afferma Di Tommaso - il tema della città del benessere è centrale e ribalta la visione “ospedalocentrica”, insistendo sul potenziamento dell’assistenza primaria, in cui il medico di famiglia ha un ruolo fondamentale. Sosterrò l’aggregazione e la cooperazione tra medici, finalizzata a semplificare l’intero percorso di cura del paziente e a favorire la riorganizzazione della continuità tra ospedale e territorio.

A Terracina la salute ha nell’ospedale Fiorini un punto di riferimento importantissimo, motivo per cui ritengo che vadano preservati e potenziati gli standard vigenti senza mai abbassare la guardia sulle politiche della Asl pontina. Ma l’ospedale da solo non basta e dello stesso non se ne può più abusare: troppe volte abbiamo visto il pronto soccorso andare in tilt per gli eccessivi accessi dovuti a situazioni risolvibili in altra sede, troppe volte abbiamo assistito alla carenza di posti letto per la cura delle malattie croniche. Per questo il mio impegno sarà rivolto al potenziamento di tutte quelle politiche sanitarie tese a valorizzare la sanità del territorio, la continuità tra ospedale, università e territorio e la loro integrazione in stretta sinergia con il fronte delle politiche sociali e il totale coinvolgimento dei medici di famiglia». Secondo il candidato del Pd un passo fondamentale è la possibilità per Terracina di tornare ad assumere il ruolo di capofila nel distretto socio-sanitario per la garanzia di quelle risorse utili a ripristinare la cultura dell'assistenza che sia in grado di rispondere ai bisogni reali delle persone. «Usciamo da 14 anni di risorse dilapidate in danno al terzo settore: la vera sfida è tornare a valorizzarlo ricreando un sentimento di comunità. L’Azienda Speciale – conclude Di Tommaso - è una realtà consolidata nella gestione dei servizi sociali che va sicuramente migliorata e supportata nella sua attività. In questo momento siamo in una fase di grande rivoluzione delle politiche regionali in materia di assistenza e gettare all’aria un lavoro di anni sarebbe un errore strategico».