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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Bomba in Tribunale, indagini sulla telefonata
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Bomba in Tribunale, indagini sulla telefonata

Velletri

Si studia il percorso della chiamata che avrebbe agganciato una cella della zona

Sono ore “particolari”, a Velletri, dopo il ritrovamento di un ordigno ben realizzato ma privo di esplosivo a due passi dall’ingresso del Tribunale di Velletri. Le forze dell’ordine - in special modo i poliziotti della Questura di Roma, del Nucleo antisabotaggio degli artificieri della Capitale e del commissariato veliterno - sono al lavoro sia per studiare la bomba artigianale recuperata all’interno di una piccola valigia nera nascosta vicino a una siepe nel piccolo cortile interno al Tribunale che sulla telefonata ricevuta dal 112 per la segnalazione della presenza dell’ordigno.

Per quanto concerne le “pipe-bomb” - ossia i tubi bomba utilizzati per l’ordigno - i poliziotti dovranno capire se, su di essi, ci siano impronte o altri particolari che possano far risalire al loro realizzatore. Ricordiamo, in tal senso, che la bomba era praticamente “perfetta”: all’interno della cartellina nera in plastica, infatti, c’erano i tubi metallici chiusi, i fili della corrente collegati a due batterie per formare un circuito e un timer pronto per essere azionato, forse anche a distanza. Fortunatamente per le oltre 300 persone evacuate, per i soccorritori, per il Palazzo di giustizia, per gli edifici limitrofi e le vetture parcheggiate in zona, al posto della dinamite c’era solo della sabbia bagnata. Forse, dunque, potrebbe trattarsi di un avvertimento o magari soltantodel gesto dimostrativo di qualcuno. Molto probabilmente, per capire come sia stato possibile piazzare l’ordigno “fac-simile”, saranno visionati i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona, con la speranza che possano aver registrato qualcosa.

Intanto, gli investigatori lavorano anche alla telefonata che ha annunciato la presenza di ordigni non solo a Velletri, ma anche nei Tribunali di Latina, Cassino e Viterbo. La bomba senza esplosivo, però, era stata collocata solo in piazza Falcone, mentre negli altri uffici giudiziari si è trattato di un falso allarme. A questo, però, potrebbe già esserci una spiegazione: sembrerebbe, infatti, che la telefonata al 112 abbia agganciato una cella di Velletri. Indiscrezione, questa, che dovrà essere verificata attentamente nelle prossime ore ma che potrebbe comunque restringere il campo - quantomeno territoriale - per le ricerche dell’autore della chiamata.

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