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Martedì 17 Gennaio 2017

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Terrorismo: la radicalizzazione religiosa di Saber Hmidi iniziata nel carcere di Velletri
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Terrorismo: la radicalizzazione religiosa di Saber Hmidi iniziata nel carcere di Velletri

Le indagini

Ritenuto jihadista, l'uomo uscì cambiato nel 2011 dal penitenziario di Lazzaria: subito dopo venne contattato dall'organizzazione “Ansar al-Sharia” e iniziò a reclutare altre persone 

«Dallo sviluppo delle indagini, si ricostruiva la ‘radicalizzazione religiosa’ di Saber Hmidi, iniziata durante la prima detenzione nel carcere di Velletri nel 2011».

Con queste parole, la polizia di Stato - in veste della Digos della Questura di Roma -, unitamente al Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria e su coordinamento del Pool Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Roma, ha evidenziato come il percorso di avvicinamento all’organizzazione terroristica “Ansar al-Sharia” del cittadino tunisino Saber Hmidi, di 34 anni, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere notificata ieri mattina a Rebibbia, sia iniziato proprio nelle celle del carcere di Contrada Lazzaria, dove quasi sei anni fa era detenuto per una storia legata al mondo della droga.

L’uomo, infatti, seppure detenuto per altri tipi di reati, risulta indagato poiché “partecipava all’organizzazione terroristica Ansar al-Sharia (i seguaci della legge divina di Allah, definito dal governo tunisino, dalle Nazioni Unite, dagli Stati Uniti d’America, dagli Emirati Arabi e dal Regno Unito come gruppo terroristico jihadista attivo in Tunisia dal 2011) da intendersi affiliata e, di fatto, ricompresa in quella denominata Isis”.

Nello specifico, i poliziotti si sono accorti del suo possibile intento jihadista e della sua attività di reclutamento nelle carceri del Lazio e della Campania di combattenti da inviare - una volta scarcerati - in Libia o in Siria, dopo una perquisizione messa a punto nella sua casa a novembre 2014, dopo che l’uomo fuggì da un posto di controllo a Roma, non prima di aver puntato una pistola verso gli agenti della Volante.

In tale frangente, i poliziotti - tra le varie cose - hanno sequestrato anche una bandiera nera dell’organizzazione terroristica, avviando quindi indagini maggiormente specifiche circa la sua attività poco chiara.

«Dall’istituto di pena di Velletri - hanno chiarito gli inquirenti -, ove era ristretto per violazione della legge sugli stupefacenti, era uscito profondamente cambiato, iniziando a praticare l’Islam con assiduità nelle moschee della città».

E proprio in questo periodo, Saber Hmidi sarebbe entrato in contatto con i fratelli tunisini della “Shari-a”, entrando in possesso della bandiera del gruppo terroristico del tutto simile a quelle del califfato dell’Isis.

«Il Nucleo investigativo della Penitenziaria - proseguono dalla polizia - ha raccolto e analizzato importanti elementi investigativi che hanno dimostrato non solo la pericolosità di Hmidi ma anche riscontrato, nei diversi istituti penitenziari in cui è stato ristretto, la sua particolare capacità di indottrinamento dei compagni di detenzione».

A suffragio di tale tesi, vengono citati episodi avvenuti a Civitavecchia, a Frosinone, a Napoli, a Salerno e a Viterbo, tutti luoghi dove l’uomo ha creato diversi problemi, coinvolgendo alcuni compagni nelle azioni turbative della tranquillità degli istituti di pena.

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