Dolce è l'Ungheria per Federico Colaninno e per la vela del sud pontino. Le acque magiare del Lago Balaton consacrano il talento e lo spessore tecnico del giovane atleta di Gaeta, che vive cinque giorni da protagonista portando a casa uno splendido titolo mondiale in classe Finn per la categoria Under 19. Fresco diciottenne (il traguardo è stato tagliato solamente lo scorso 6 agosto), il portacolori dello Yacht Club Gaeta, unico convocato dalla Federvela per la sua fascia di età, ha messo tutti in fila nella "Finn Silver Cup", che nelle acque ungheresi vedeva di scena anche i velisti Under 23. Dodicesimo posto nella classifica generale, ma soprattutto sul gradino più alto del podio nel proprio settore, a chiusura di una settimana assolutamente non facile per via delle condizioni meteorologiche a dir poco ballerine, ma assolutamente condotta con il piglio dei giorni migliori. Fin dal primo giorno di regate, la competizione ha delineato un serrato testa a testa per il successo finale tra lo stesso Colaninno e lo spagnolo Joan Cardona Mendez, in forza al Club Nautico Palma de Maiorca; nei primi giorni il giovane iberico ha dato l'impressione di poter viaggiare verso la vittoria, ma nella giornata di venerdì ecco lo scatto in avanti del portacolori tirrenico, sicuramente più regolare nell'intero arco della manifestazione: tre piazzamenti di spessore per rispondere ad un terzo posto dell'avversario (che nella penultima prova è incappato in una falsa partenza) per arrivare ai 65 punti della classifica generale contro i 71 dello spagnolo; decisamente più staccato lo sloveno Liam Orel, con 83 punti.
Numeri poi diventati quelli definitivi in seguito alla cancellazione delle prove previste per sabato e domenica, avvenuta a causa della totale assenza di vento sul campo di regata, e che avrebbero chiuso il torneo iridato. «Soddisfazione stupenda, inutile nasconderlo, un primo posto al mondiale non è cosa da tutti i giorni - ha affermato Colaninno poco dopo la decisione degli organizzatori di decretare la conclusione del campionato - era il mio secondo mondiale dopo quello disputato a Gaeta, ma il primo all'estero e in condizioni particolari. Dediche? Sicuramente per mio padre Ferdinando (ex velista di alto livello in classe Star, in forza alle Fiamme Gialle) che mi è sempre vicino come genitore e tecnico, e poi un ringraziamento lo devo rivolgere alla Federazione che mi ha scelto come unico italiano per questa gara; senza dimenticare lo Yacht Club Gaeta, del quale ho difeso i colori».