Se la partita fosse durata 45 minuti staremmo qui a parlare di un'impresa. Di una resurrezione nel giorno di Pasquetta. Ma le gare di calcio durano 90 minuti, più recuperi, e allora anche questa volta si è assistito a una sconfitta nerazzurra. Sul difficile campo della Salernitana, la rete di De Giorgio aveva illuso il Latina che, una volta uscito dagli spogliatoi per dare inizio alla ripresa, non è stato più in grado di proseguire lo spartito della prima frazione, come ha confermato mister Vincenzo Vivarini davanti ai microfoni e ai taccuini dei giornalisti. «Un film già visto tante volte? Se fossi in grado di dare una risposta esaustiva ve la darei - ha osservato l'allenatore nerazzurro -, ma le cose che ci accadono in campo sono difficili da spiegare. Prendete il primo tempo: abbiamo fatto quello che dovevamo fare, ovvero tenere bene il campo, le posizioni e far girare palla senza dare riferimenti alla Salernitana. E potevamo anche chiudere la partita. Nella ripresa, invece, e parlo soprattutto del primo quarto d'ora, si è registrato un blackout. Abbiamo, di fatto, smesso di giocare. Non abbiamo più avuto la stessa attenzione, la stessa distanza tra i reparti, la stessa cattiveria agonistica. Non abbiamo più dato soluzioni ai compagni in possesso del pallone e questo non ha fatto altro che spianare la strada alla Salernitana - ha sottolineato Vivarini - che, da squadra esperta e dotata di qualità, ne ha approfittato per metterci in difficoltà, pareggiare i conti e punirci con il gol vittoria».