E' successo tutto questa mattina. Poche ore fa Pino Selvaggio, vicepresidente del Latina 1932, ha riconsegnato le quote societarie davanti al notaio Coppola vendendole ad un altro socio, Maurizio Cavaricci. Selvaggio, bandiera del Latina, era com'è noto l'uomo di fiducia di Antonio Pezone, che, a malincuore, deve rinunciare ora anche al secondo tentativo di poter riportare il calcio a Latina, cosa poco gradita al sindaco Coletta e a una parte della cordata di imprenditori che, adesso, dovrà fare quadrato di nuovo per far ripartire la macchina e arrivare immediatamente all'iscrizione al campionato di Serie D il cui limite ultimo è fissato a giovedì. Di seguito la sua lettera dedicata direttamente ai tifosi:

"Con questo comunicato voglio fare chiarezza su quanto mi vedo costretto ad accettare, ovvero, lasciare quella quota in seno alla neonata Latina Calcio 1932 che, rappresentata onorabilmente da mr. Selvaggio, incorporava la mia azienda, il mio know how e la mia cultura sportiva. Qualche mese fa mi sono affacciato nella mia città, perché Latina lo è, per proporle di sposarmi. Non sono bello, ma come un marito d'altri tempi ero pronto a prendermene cura, sostenerla e godere con lei di tutti i successi che mi auguravo di avere. Certamente ci sarebbero stati anche insuccessi e difficoltà, ma proprio in quei momenti ci saremmo fatti forza l'un l'altra, capendo quanto nessuno di noi avrebbe potuto fare a meno dell'altra. Passando dalla poesia alla prosa e sportivamente parlando, innanzitutto occorre chiarire la figura che avevo scelto per rappresentarmi, quel Pino Selvaggio ancora oggi amato dalla piazza, stimato da tutti gli addetto ai lavori e non, colui che portava la fascia dentro e fuori dal campo.
Grazie a lui avevamo contattato professionisti di livello primario ai quali avremmo voluto affidare le varie direzioni della squadra, confrontandoci con quei soci che ci hanno appoggiato e dicendo a quelli ai quali non siamo piaciuti che avrebbero cambiato idea col tempo e con la conoscenza reciproca. Avremmo voluto spiegare i nostri progetti e come, tra un anno, avremmo potuto integrare le eccellenze della "1932" con la mia "Racing" che, non è più un segreto ormai, vorrò far venire qui a Latina, quando le norme me lo permetteranno. Avrei voluto fare tante di quelle cose con tutti quei tifosi che oggi mi sostengono senza che io abbia realmente potuto mostrare loro come tenga a questa loro stima incondizionata. Tutto questo non lo posso realizzare perché da buon imprenditore sono abituato a fare il capo e a decidere da tale. È un difetto forse, nella vita, ma non nel lavoro. Non riesco a modificarmi. Nel bene e nel male, Antonio Pezone è come appare, né più né meno. Diretto, risoluto, schietto. Vincente. Sono arrivato in punta di piedi e con rispetto, portando molto, ma molto più di quanto chiedevo. Offrendo senza pretendere. Con una sola linea guida: novità, vincere o perdere, ma con linfa, persone, programmi e metodi nuovi. Mi è stato promesso tutto questo, poi modificate le strutture ma mai la mia disponibilità nei confronti di chi mi ha chiesto aiuto in momenti di bisogno.
Nonostante tutto, oggi sono cambiate le carte nautiche della barca che mi si è chiesto di aiutare e che senza pensare ho aiutato. L'obiettivo non è più il mare aperto, la rotta che con umiltà ma serietà volevo intraprendere e far intraprendere alla mia città, con alla guida capitani esperti e capaci, ma porti conosciuti nei quali non voglio attraccare. Non è la mia filosofia, questo libro lo conosco e non lo stamperanno con il mio nome. Ringrazio ancora Pino Selvaggio che in pochi giorni mi aveva messo a disposizione un team di professionisti e già gran parte della rosa, grazie alla sua esperienza e conoscenza del mondo del calcio professionistico del quale per tanti decenni ha fatto parte. Ringrazio l'amico e avvocato Camillo Autieri per avermi assistito e consigliato in questo breve percorso e che spero in un giorno non lontano possa ricominciare Spero di non deludere le aspettative dei tanti tifosi e innamorati di calcio che non meritano trattamenti del genere, perché solo a questo penso da quando ho preso questa decisione. Con loro e con la città, per me, questo è solo un arrivederci.

Forza Latina, forza Racing!
Con la convinzione che un giorno possano coesistere nello stesso slogan".