Roma, 23 feb. (Labitalia) - "Riteniamo che il mondo della montagna non possa subire così silenziosamente quanto sta accadendo: continue chiusure, nessun preavviso, nessun ristoro. Stiamo vivendo di attese ma abbiamo il dovere professionale e morale di prepararci alla ripartenza. Una volta terminata l’emergenza, attraverso il coordinamento delle varie categorie e dei rispettivi rappresentanti non escludiamo di far valere le nostre ragioni presso la Corte europea dei diritti dell’uomo partendo proprio dal principio della disparità di trattamento al quale siamo stati sottoposti. Si tratta di una via percorribile nei tempi e nelle modalità".

A lanciare l’idea sono Giorgio Gros e Riccardo Castellaro. Gros è figlio del grande Piero che ha vinto la coppa del Mondo e svariate medaglie compreso un oro olimpico. Giorgio è stato un atleta di Coppa del mondo e oggi gestisce un’attività ricettiva nel comprensorio della via Lattea a Jovencaux. Un'attività turistica e sportiva, dotata di noleggio attrezzature, spa e personale dedicato alle lezioni di sci. Un luogo che nasce dalla passione di un uomo che ama la montagna e vuole offrire un prodotto di eccellenza.

Riccardo Castellaro, genovese di nascita e valdostano di adozione, vive da molti anni a Cervinia e da 18 anni è presidente della Scuola di sci del Cervino. Una squadra esperta e collaudata di 150 maestri che traggono il loro reddito dall’attività dell’insegnamento.

"Un’opportunità di guadagno - spiega il presidente Castellaro - che è stata completamente azzerata dalla pandemia come peraltro l’intero indotto legato all’economia ricettiva. Dal nuovo governo ci aspettiamo risposte concrete".

"L’idea di rivolgerci alla Corte europea - spiega Gros - è nata dalla convinzione che esiste una disparità di trattamento assolutamente ingiustificata all’interno delle varie realtà italiane. La situazione è ormai insostenibile e abbiamo voluto lanciare un segnale di allarme con la speranza che possa essere raccolto. Noi siamo disponibili a compiere il passo. Non possiamo più aspettare".

"I divieti e le chiusure - sottolinea - hanno messo a repentaglio la sostenibilità del lavoro, la stessa capacità di avere un reddito, la vita delle nostre famiglie. Il nuovo governo non può fare finta di nulla. Un’economia come la nostra, di natura stagionale, non ha altre possibilità di generare ricavi se non in un periodo limitato nel corso dell’anno. Abbiamo dimostrato che è possibile sciare in sicurezza mentre i ristori fin qui stabiliti sono risultati assolutamente insufficienti. Le piste vanno riaperte".