Milano, 31 gen. (Adnkronos/Labitalia) - Le aziende italiane nel 2019 sembrano aver ritrovato la fiducia necessaria a guardare al futuro, puntando parallelamente sulla formazione dei propri dipendenti e su nuove assunzioni. E il trend positivo sembra proseguire anche nel 2020, non solo in termini di assunzioni previste, ma anche di investimento nel capitale umano in generale.

Questo è quanto emerge dall'indagine sui trend del mercato del lavoro 2020 condotta da InfoJobs, piattaforma di recruiting online numero 1 in Italia, su un campione rappresentativo di aziende iscritte al portale, che non solo ha evidenziato come nel 2019 il numero delle aziende iscritte alla piattaforma che hanno inserito nuove risorse sia cresciuto del 13% rispetto all’anno precedente, ma ha anche delineato i trend più rilevanti che influenzeranno il mercato del lavoro nel corso del 2020.

Secondo l’indagine InfoJobs, le previsioni per l’anno appena iniziato sono positive: le aziende si dichiarano in gran parte pronte ad assumere nuove risorse in numero limitato (58%), mentre un importante 23% ha in piano addirittura di inserire in modo sostanzioso nuove figure, essenzialmente perché fiducioso alla prospettiva di una ripresa del proprio settore. Le più ottimiste, in particolare, sembrano essere le medie aziende tra i 250 e i 500 dipendenti, che assumeranno in maniera consistente nel 66% dei casi.

Nell’analisi dei trend Hr più rilevanti che influenzeranno il mercato del lavoro nel 2020 è emerso, spiega la ricerca di Infojobs, come le aziende siano sempre più orientate a una visione human-centric, sia dal punto di vista della formazione dei talenti già presenti in azienda, sia della possibilità di sfruttare la crescita digitale e gli sviluppi tecnologici a servizio dell’uomo. Per il 32% delle aziende il trend più marcato che emergerà quest’anno è infatti quello di utilizzare al meglio il digitale per valorizzare il capitale umano, rendendolo un mezzo con cui raggiungere in maniera efficace e agile i risultati, liberando tempo per attività ad alto valore aggiunto dove la componente umana fa e farà sempre la differenza.

Segue per il 27% delle aziende, l’intenzione di puntare su una formazione continua lavorando parallelamente su upskilling e reskilling; per il 20,5% la centralità degli obiettivi rispetto al 'cartellino', dove fiducia e responsabilità si sostituiscono sempre più a controllo e gerarchia. L’employer branding, trend di punta del 2019, arriva solo al quarto posto con un 14%, segno probabilmente di un consolidamento dell’importanza della reputazione come leva per 'farsi scegliere' dai migliori talenti, che non è più un trend ma una realtà.

Infine, con un piccolo ma significativo 6,5%, troviamo l’importanza di fare cultura d’impresa: un segnale debole, che arriva soprattutto dalle grandi aziende, e che rileva un trend che sta emergendo non solo lato HR, ovvero la centralità del 'purpose' per un’azienda, e l’importanza di creare una comunità dentro e fuori di essa che aderisca ai suoi valori e scopi più profondi.

"Ci troviamo ad affrontare uno scenario lavorativo altamente competitivo, incerto, in continua evoluzione. Sapersi distinguere ed essere in grado di affrontare i cambiamenti in maniera agile diventa quindi fondamentale, ed è qui che entra in gioco il capitale umano, con le persone e le loro competenze al centro della scena", commenta Filippo Saini, head of job di InfoJobs.

"Quello che le nostre aziende ci descrivono è un 2020 dove l’uomo ritorna protagonista, dove le risorse umane sono l’asset primario e la tecnologia il mezzo che permette di sceglierle, formarle e nutrirle costantemente, per creare un ecosistema in cui a ogni livello vengono condivisi valori e obiettivi comuni, premessa fondante di una vera ed efficace organizzazione liquida, per aumentare l’engagement dei dipendenti e per attrarre nuovi talenti. Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo tipo di azienda, più umanizzata e purpose driven, in cui lo scopo per cui si fa business diventerà sempre più rilevante per il business stesso", conclude Saini.