Palermo, 16 giu. (Adnkronos) - La famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo (Trapani) "è molto attiva anche nel territorio di competenza acquisendo la gestione diretta e indiretta ed il controllo delle attività economiche, realizzando gli atti intimidatori". E' quanto dicono gli inquirenti che all'alba di oggi hanno arrestato tredici persone nel feudo del boss latitante Matteo Messina Denaro. "Per quanto riguarda gli affiliati tratti in arresto Camillo Domingo, Salvatore Mercadante, Sebastiano Stabile e Carlo Valenti, commettendo i così detti delitti-scopo dell'associazione- dicono gli investigatori - Ne è un esempio la commissione di numerose estorsioni nei confronti soprattutto di imprenditori agricoli ed edili che costringevano, mediate minaccia o violenza, a versare somme di denaro destinate al soddisfacimento dei bisogni e delle esigenze dell'organizzazione mafiosa".

Ma Domingo "era, come nelle migliori tradizioni mafiose, il referente degli affiliati per la risoluzione delle controversie interne alla stessa famiglia". "Accadeva così che il capomafia interveniva nel corso di una tentata estorsione perpetrata dall'arrestato Gaspare Maurizio Mulè, affiliato vicino alla fazione opposta a Doningo, nei confronti di un imprenditore di Castellammare del Golfo dal quale pretendeva la somma di 3.000 euro come risarcimento per un licenziamento".