(Adnkronos) - "I lavoratori beneficiari dei voucher - spiegano gli investigatori - non risultavano essere stati sottoposti ad alcuna valutazione della loro idoneità allo svolgimento degli incarichi da assegnare, come invece era previsto nel bando emanato dall'ente, da parte del dirigente degli Affari del personale e del funzionario delegato". Inoltre, agli atti del Comune non vi era traccia delle preliminari richieste di impiego, che avrebbero dovuto formulare le varie direzioni e uffici comunali interessati quale atto propedeutico alla assegnazione dell'incarico retribuito dal voucher. A fronte di 344 lavoratori ammessi al bando nel periodo dal 2010 al 2017, sono state retribuite con i voucher solamente 57 persone (molte delle quali con un impiego reiterato negli anni), di cui 17 impiegate pur non avendo presentato alcuna istanza per essere ammesse al lavoro occasionale, mentre tre erano stati precedentemente esclusi, poiché non in possesso dei requisiti previsti dal bando.
Secondo l'accusa, poi, il dirigente indagato, a partire dall'aprile 2013, avrebbe illegittimamente delegato il dipendente dell'ufficio staff del sindaco, inquadrato con un rapporto a tempo determinato, alla totale gestione dei voucher. "Tale funzione squisitamente amministrativa non avrebbe potuto essere affidata al predetto soggetto, al quale competevano solo funzioni di supporto alle dirette dipendenze dell'organo politico", spiegano dalla Guardia di finanza. E' stato, infine, accertato che subito dopo la conclusione delle elezioni amministrative del giugno 2016, sono stati emanati dei mandati di pagamento nominativi nei confronti di soggetti dello staff del sindaco per procedere al successivo acquisto di voucher per un importo complessivo di circa 7.000 euro. "Tali somme sono state utilizzate dal dipendente denunciato - dicono gli investigatori - per l'acquisto illegittimo di voucher telematici, incassati successivamente da sei soggetti, senza che sia stato possibile risalire all'incarico e alla prestazione lavorativa svolta. Due di tali soggetti, sono risultati avere stretti rapporti di parentela con persone ritenute affiliate alla criminalità organizzata".