Roma, 15 ott. (Adnkronos) - "Sig.ra Ministra, Insieme la invita a svolgere una severa opera di prevenzione e contenimento di ogni forma di violenza nelle manifestazioni pubbliche e la sostiene in un'azione di fermo chiarimento di quegli atti che potrebbero configurare anche gli estremi richiamati dalla XII norma transitoria della nostra Costituzione (divieto di ricostituzione in qualsiasi forma del disciolto partito fascista, ndr)". E' quanto si legge in una lettera visionata dall'Adnkronos inviata oggi, in vista della manifestazione di domani, dal Coordinamento nazionale di Insieme, nuovo partito politico laico e cattolico, alla ministra degli Interni, Luciana Lamorgese.

"Insieme, come tutti gli italiani, è rimasto vivamente colpito e preoccupato in occasione dei gravi incidenti verificatisi la scorsa settimana in alcune città e, in particolare, nel centro di Roma e culminati con l'assalto alla sede della Cgil. Siamo convinti che fatti tanto gravi, debbano trovare la risposta più ferma ed adeguata anche per evitare che, come è già purtroppo accaduto nel passato, la loro sottovalutazione possa essere interpretata come l'autorizzazione a proseguire ulteriormente. E' opportuno quindi che le autorità intervengano - sottolinea il Direttivo - considerando che i gravi fatti cui ci riferiamo non possono essere considerati come un'ordinaria vicenda di ordine pubblico".

"Quella che doveva essere una pacifica dimostrazione, sui contenuti non intendiamo intervenire, si è trasformata in un'occasione per ferire la democrazia e riproporre l'idea che la vita civile possa essere sovvertita sulla base di una ideologia e di un metodo di azione politica che mette al centro la violenza e le soverchierie di una minoranza a danni dei più, riproponendo un'esperienza che il nostro Paese ha nettamente rifiutato con la Costituzione che resta il nostro punto di riferimento. Sappiamo che la Magistratura svolge il prezioso compito d'indagine, ma pensiamo anche - sollecita il Partito - che sia necessario l'invio di un messaggio forte e chiaro da parte di chi ha il compito di assicurare l'ordine pubblico, e si pone come primo e diretto presidio dei diritti democratici e comunitari, verso chi pensa di poter impunemente riproporre un'ideologia e l'attitudine squadrista dei suoi seguaci, che invece la maggioranza degli italiani rifiuta".

"E' interesse di tutti i cittadini, delle istituzioni ed anche di tutte le forze politiche sinceramente democratiche, qualunque sia la loro collocazione in Parlamento, riaffermare i principi antifascisti su cui è nata la Repubblica. A quel forte riferimento - si legge in conclusione nella lettera - è necessario collegarsi anche per giungere alla valutazione di gravi forme di violenza che, stando alle notizie di stampa, potrebbero essere considerati, persino, la prima fase di un progetto eversivo e di attacco al quadro istituzionale del Paese".

(di Roberta Lanzara)