(Adnkronos) - "La consapevolezza che bastano una o due porzioni di pesce azzurro a settimana per ridurre marcatamente il rischio di malattie cardiache -sottolinea Vaccaro- facilita l'adesione alle raccomandazioni nutrizionali in confronto al generico consiglio di consumare ogni tipo di prodotto della pesca con una frequenza maggiore. Guardando agli aspetti ambientali, la scelta preferenziale di pesce azzurro di piccola taglia, e con un breve ciclo di vita come alici, sardine, sgombri, aringhe e molti altri pesci meno noti ma molto diffusi nel mar Mediterraneo, ha un impatto rilevante sull'ecosistema marino ed è molto più sostenibile dell'utilizzo di specie, ritenute più pregiate, che arrivano sulla nostra tavola grazie all'acquacultura o alla pesca intensiva". All'innovativo studio, insieme ai professori Vaccaro e Riccardi, hanno preso parte le nutrizioniste Marilena Vitale e Ilaria Calabrese, la dottoranda di ricerca in 'Nutraceuticals Functional Foods and Human Health' Annalisa Giosuè e la diabetologa Roberta Lupoli.