Milano, 10 apr. (Adnkronos) - Dal suo letto in terapia semi intensiva, dopo 41 giorni di ricovero agli Spedali Civili di Brescia Alessandro Mattinzoli, assessore regionale allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, vuole parlare "da cittadino e da malato". In un'intervista al quotidiano 'Il Giornale' racconta: "Mi ha deluso il premier Conte che non è venuto a vedere com'era la situazione di persona. A Nassirya, in Kosovo, il nostro governo è sempre andato a trovare i suoi soldati, qui in un'emergenza del genere Conte non ha lasciato la sua scrivania e il suo sorriso rassicurante. Non glielo perdono, dovrebbe davvero vergognarsi. Roma ha così inteso l'autonomia delle regioni, della Lombardia in particolare: ci ha abbandonato".

Per l'assessore, "Conte avrebbe dovuto avere l'umiltà di concordare con le opposizioni le misure da chiedere all'Europa. Divisi non siamo credibili. Bisogna avere l'umiltà di consultare gli esperti per programmare la ripresa economica a lunga durata. Non si può pensare in un'emergenza di non modificare le regole di accesso al credito. Gli imprenditori, ho ricominciato un po' a lavorare e a confrontarmi con i miei colleghi di giunta e il presidente Fontana che con grande umiltà hanno lavorato indefessamente, chiedono liquidità, sburocratizzazione e accesso al credito". Ricoverato il 28 febbraio, il giorno dopo Mattinzoli risulta positivo al coronavirus e il 3 marzo entra in terapia intensiva.

"Avevo cinque tubi nella carotide, un catetere polmonare, un catetere all'inguine, il catetere, quattro farfalle nel braccio, il tubo per l'ossigeno. Quando sembrava tutto finito...ho avuto un' emorragia polmonare". La maschera per l'ossigeno "è una ventosa che aderisce completamente al viso, non passa nemmeno uno spillo, tira i capelli e schiaccia tutta la faccia. Un incubo. E' arrivato il medico e mi ha convinto a superare il mio limite e a sopportare il dolore tremendo". Ora dice Mattinzoli, "È necessario ripensare il modello sociale ed economico, dove la sanità deve avere un ruolo prioritario. E riequilibrare il rapporto profitto-ambiente. Legittimo il profitto, ma chi produce e inquina di più dovrebbe versare somme compensative per interventi ambientali e per garantire a tutti i bambini opportunità di crescita, di sport e di cultura".