Palermo, 8 mag. (Adnkronos) - La permanenza in carcere del boss della 'ndrangheta Vincenzo Iannazzo, 66 anni, capo della omonima cosca di Lamezia Terme "in permanenza dello stato epidemico e in assenza di protocolli terapeutici efficaci validati o di vaccino" risulta "incompatibile" perché un "soggetto particolarmente a rischio" anche "per caratteristiche di genere (maschile), età". Ecco perché i giudici del Tribunale di sorveglianza lo scorso 3 aprile hanno accolto la richiesta di scarcerazione del boss che è andato ai domiciliari. Iannazzo è uno dei tre boss, con Francesco Bonura e Pasquale Zagaria, che si trovavano al 41-bis e che hanno lasciato il carcere durante l'emergenza coronavirus, per problemi di salute.

I giudici citano nel provvedimento, visionato dall'Adnkronos, che il giudizio "risulta confortato dalla nota del direttore del distretto Usl Umbria 2", anche se spiegano che "non siano stati ancora registrati casi di contagi in carcere e il detenuto risulti in parte protetto dall'essere sistemato in cella singola". I magistrati parlano anche di "compromesse condizioni di salute di Iannazzo". Dunque, le esigenze cautelari possono essere "soddisfatti da particolari modalità di controllo".