Milano, 16 giu. (Adnkronos Salute) - A due mesi esatti dalla costituzione del comitato spontaneo 'Verità e Giustizia per le vittime del Trivulzio' nasce l'Associazione Felicita. L’associazione ha depositato oggi alla Procura di Milano un articolato esposto, che ha già raccolto l’adesione di oltre 140 famigliari di circa 60 degenti della struttura - le cui firme saranno depositate alla Procura nei prossimi giorni - per offrire all’autorità inquirente il quadro complessivo delle evidenze raccolte in questi due mesi dal comitato Verità e Giustizia.

"La sede giudiziaria è la sede consona per stabilire la responsabilità per i fatti accaduti - spiega Alessandro Azzoni, presidente del Comitato Verità e Giustizia per le vittime del Trivulzio e presidente di Associazione Felicita - e a tal riguardo ci opponiamo all’introduzione di un’eventuale scudo penale". L'esposto offre in generale un’articolata riflessione sulla portata in sede penale dei fatti accaduti, e ipotizza la sussistenza di ulteriori gravi delitti rispetto a quelli attualmente al vaglio degli inquirenti.

In particolare, con l’atto l’associazione sottopone alla Procura una prima valutazione sulla sussistenza del delitto di disastro sanitario, con il concorso determinante delle gravi carenze organizzative del Pat, già manifestatesi nelle settimane precedenti la pandemia. Inoltre, con riferimento ai ritardi e ai divieti nella distribuzione e nell’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, l’Associazione chiede agli inquirenti di valutare la configurabilità del delitto di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

I familiari delle vittime riuniti nell’associazione chiedono alla Procura di valutare la sussistenza di profili di responsabilità, sia all’interno sia all’esterno della struttura, per la tragedia consumatasi al Pio Albergo Trivulzio. Confidano infine che la magistratura possa rispondere alle istanze di verità e di giustizia che non trovano ancora oggi riscontro nelle istituzioni. Ad assistere l'associazione, con riguardo alle iniziative assunte in sede penale, sono lo studio legale Lsm&Associati e, nella sua fase costitutiva, dall’avvocato Marco Petrassi, dello studio legale Sza.