Roma, 5 feb. (Adnkronos Salute) - Medici liberi professionisti ancora 'discriminati' per la vaccinazione anti-Covid. Nel Lazio - dove la maggioranza (oltre l'80%) dei camici bianchi che lavorano nel Servizio sanitario nazionale hanno fatto la prima e in molti casi anche la seconda dose - tra i 13mila medici liberi professionisti che hanno richiesto il vaccino solo poco più di 700 sono stati vaccinati. E, per di più, non sembra esserci una strategia comune tra le diverse Asl. Eppure sono stati oltre 17.976 i non sanitari ad essere vaccinati. "Uno scandalo, con i vaccini fatti ai non aventi diritto si sarebbe potuto largamente vaccinare i medici libero professionisti e gli odontoiatri che prestano un servizio a tutela della salute dei cittadini e che corrono per questo dei rischi". A dirlo all'Adnkronos Salute, Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma.

"L'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato - ha aggiunto Magi - ci ha garantito che tutti i medici saranno vaccinati entro febbraio. Speriamo vivamente che ciò accada. Ma intanto chiediamo che le Asl operino in maniera comune, non come abbiamo visto in queste settimane con modalità così diverse, creando differenze nelle differenze. Solo così le parole dell'assessore potranno diventare realtà".

Nel Lazio, ha ricordato Maggi, ad oggi, sono stati vaccinati "167.970 operatori sanitari e sociosanitari, 17.976 non sanitari, 16.576 ospiti e operatori delle Rsa, 4.130 over 80".

A evidenziare il disappunto della categoria anche Paolo Mezzana, medico di Roma e coordinatore del gruppo Facebook 'Medici ed odontoiatri liberi professionisti per vaccinazione Covid 19', che raccoglie oltre 2.800 iscritti e che si batte per far valere, in tutta Italia, il diritto dei camici bianchi libero professionisti ad essere vaccinati, come gli altri medici, nella prima fase della campagna vaccinale.

Per quanto riguarda il Lazio, Mezzana riferisce all'Adnkronos Salute di molte segnalazioni che evidenziano procedure organizzative differenti tra varie Asl, con il risultato che alcuni medici- "ancora molto pochi" - sono vaccinati e altri, che operano nella stessa città, no.

Tutto ciò ha portato anche, conclude Mezzana, "a nostre azioni legali per tutelare la categoria e difendere un diritto. Abbiamo fatto scrivere da uno studio legale per sollecitare la Regione e le Asl ad organizzare nel miglior modo possibile il piano vaccinale. Ricordando a tutti che anche la medicina privata è al servizio della gente e del territorio, specialmente quando gli ospedali sono sovraccarichi".