Roma, 21 apr. (Adnkronos Salute) - Sulla vaccinazione anti-Covid dai medici di famiglia "riteniamo necessario fare un passo indietro, a tutela della onorabilità di professionisti che da mesi lavorano 12 ore al giorno per contrastare la pandemia. Nei prossimi giorni, ci dedicheremo solo ai richiami dei vaccini, sempre se ci saranno date le dose vaccinali necessarie, e inviteremo tutti i nostri pazienti a rivolgersi agli hub". Lo scrive la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) Lazio, dopo la pubblicazione, oggi sulla stampa, di un circolare della Regione, in cui si adombra il sospetto di vaccinazioni fatte a categorie non prioritarie da parte dei medici di famiglia.

La decisione, spiegano, in considerazione della "perdurante scelta della Regione Lazio di non farci lavorare", non fornendo i vaccini. E visto che "si sceglie di spargere sospetto e discredito sul lavoro svolto dai medici di famiglia", si legge in una nota. Al centro della vicenda 30 mila vaccinazioni indicate nell'anagrafe vaccinale regionale con la generica voce 'altro', che però, secondo lo stesso sindacato, era l'unica 'voce' (insieme a 'dializzati'), consentita fino a lunedì dal sistema informatico.

Facendo un passo indietro, spiega la Fimmg Lazio "i numeri torneranno a posto, migliaia di fragili e fragilissimi resteranno invece senza vaccinazione ancora per mesi. Un capolavoro", si legge ancora nella nota che ricorda come "nelle liste dei 3.000 medici laziali aderenti alla campagna di vaccinazione ci sono ancora migliaia di fragili e fragilissimi da vaccinare e che sfuggono al sistema regionale. Ma che noi conosciamo uno ad uno. E siamo impotenti a dare loro una risposta".

"I medici di medicina generale si occupano di persone in carne e ossa e delle loro fragilità, mentre i tecnocrati di numeri", continua il sindacato, secondo il quale "alimentare da parte della Regione polemiche e sospetti, sul nostro lavoro, è semplicemente segno di ingratitudine e irresponsabilità. Additare i medici di medicina generale di atteggiamenti arbitrari nella vaccinazione, come quelli che favoriscono i furbetti del vaccino, è una cosa indegna. Perché totalmente infondata. Non abbiamo notizia della circolare di cui parla oggi un quotidiano nella cronaca di Roma. In ogni caso, se invece di adottare un atteggiamento burocratico insensato, ci fossero state chieste spiegazioni, si sarebbe evitato di gettare discredito e sospetto su una categoria a cui si impedisce da mesi di fare il proprio lavoro e di assistere e di tutelare con il vaccino i propri pazienti", conclude la nota.